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I cibi piemontesi piacciono sempre di più all'estero: vendite per 73 miliardi nel 2025

Si tratta del valore più alto di sempre, con +5% rispetto all'anno precedente. Francia, Germania e Usa sono i più grandi acquirenti

I cibi piemontesi piacciono sempre di più all'estero: vendite per 73 miliardi nel 2025

Immagine generica, realizzata con l'intelligenza artificiale

Nonostante conflitti e guerre commerciali l’export agroalimentare Made in Italy fa segnare un nuovo record, chiudendo il 2025 con un valore complessivo di quasi 73 miliardi di euro, il massimo di sempre, grazie a un aumento del 5% rispetto all’anno precedente. Ad affermarlo è un’analisi della Coldiretti su dati Istat che evidenziano come il cibo tricolore si confermi un asset strategico fondamentale per l’economia del Paese, oltre che uno dei suoi simboli più noti e apprezzati.

In Piemonte, il settore dei prodotti alimentari, bevande e tabacco si conferma un pilastro solido dell'export nei primi 9 mesi del 2025, registrando un robusto incremento del 7,7% e detenendo una quota significativa del 15,2% sul totale, secondo i dati di Unioncamere Piemonte. Nei primi nove mesi del 2025 il bacino dell’UE 27 ha attratto il 60,7% dell’export regionale, mentre il 39,3% si è diretto verso mercati extra-Ue. Francia e Germania si confermano i principali partner commerciali del Piemonte, assorbendo rispettivamente il 14,9% e il 13,5% delle esportazioni locali, seguiti da Stati Uniti e Spagna, con quote del 7,5% e 6,5%. Le esportazioni dirette verso gli USA hanno subito una battuta d’arresto rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (-9,4%), a causa dei dazi imposti da Trump.

"Ci sono tutte le potenzialità per continuare nel percorso di crescita e raggiungere i 100 miliardi di euro nel 2030, lavorando sul fronte della trasparenza e dell’internazionalizzazione per aumentare il ritorno economico per il Sistema Paese. Il primo passo deve essere l’introduzione dell’obbligo di indicazione dell’origine a livello europeo per ciascuno Stato membro e la modifica dell’attuale codice doganale. Questo significherebbe ritorno economico per le imprese agricole italiane, ma anche una risposta sociale e occupazionale per tutti i territori. Ciò avrebbe un effetto positivo anche sull’internazionalizzazione e sulla promozione, dando la possibilità di comunicare con ancora maggiore efficacia il valore delle eccellenze italiane in termini di qualità e sostenibilità, approcciando al contempo nuovi mercati", evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.

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