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Soldi del condominio usati per affitto e auto: un anno e mezzo di carcere

Settantamila euro di ammanchi dai conti comuni e l’amministratrice non si era più fatta vedere

Patrigno accusato di abusi su una 14enne

Il processo è rinviato al 21 aprile

Pagavano regolarmente le spese condominiali, tramite bonifico o consegnando il denaro direttamente all’amministratrice. Ma quei soldi, invece di finire nelle casse del condominio, venivano utilizzati per tutt’altro. Quando è scattata la denuncia e un revisore dei conti ha iniziato a esaminare con attenzione i registri, sono emersi pagamenti per un leasing, interventi di carrozzeria su un’auto e il canone di un affitto relativo a una locazione privata.

Federica Maio, amministratrice del condominio Plein Soleil di Prato Nevoso, nel frattempo si era resa irreperibile senza fornire spiegazioni. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero circa 70mila euro gli euro sottratti alla cassa condominiale. Il giudice Elisabetta Meinardi l’ha condannata a un anno e sei mesi di reclusione, oltre a una multa di duemila euro e al pagamento di una provvisionale di 20mila euro a favore degli ex condomini amministrati. Si tratta di un anticipo su un risarcimento che dovrà essere quantificato in sede civile, ma che appare di difficile recupero.

Una delle persone offese ha raccontato di aver scoperto l’ammanco soltanto dopo il cambio dell’amministratore, quando si è visto recapitare un’ingiunzione di pagamento per quasi tremila euro, somma che aveva già versato. Fino a quel momento, ha spiegato, non aveva mai avuto problemi con la precedente amministratrice. «Considerato anche il rapporto personale che si era creato, sono rimasto perplesso: più volte mi aveva aiutato a risolvere piccoli problemi quotidiani».

L’uomo ha recuperato tre ricevute relative ai pagamenti effettuati in contanti e ha tentato di ottenere la restituzione delle somme: «Ho provato in tutti i modi a contattarla, ho rimandato la querela fino all’ultimo perché credevo avesse l’intenzione di restituire quanto dovuto».

Un’intenzione che, evidentemente, non si è mai concretizzata. Le irregolarità sono emerse grazie ai controlli incrociati tra estratti conto e bilanci consuntivi di tre annualità, dal 2017 al 2020. Oltre alle mancate corrispondenze contabili, sono stati rilevati bonifici a favore dell’amministratrice privi di giustificativi e fatture identiche registrate in date differenti.

A seguire la vicenda per le parti civili costituite è stato l’avvocato Alessandro Chirivì. «L’allarme – ha ricordato – è scattato quando la ditta fornitrice del riscaldamento ha notificato un decreto ingiuntivo da 100mila euro».

Il pubblico ministero Raffaele Delpui ha parlato di «una gestione del tutto non professionale, con la sottrazione delle somme ricostruite per tabulas», chiedendo una pena in linea con quella poi inflitta dal giudice. 

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