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La “saga dell’ex Ospedale” e la ricerca di una sede dei Licei

La “saga dell’ex Ospedale” e la ricerca di una sede dei Licei

ex ospedale gallo

È lunga, davvero lunga, la storia dell’ex Ospedale di Mondovì e dei tentativi di ricavarne la nuova sede dei Licei. Tutto comincia nel 2008: non col “Michelotti”, ma col padiglione “Gallo”.

Il 20 agosto 2008 i tre Enti (Comune di Mondovì, Provincia di Cuneo, Asl CN1) sottoscrissero il primo “Protocollo di intesa” per trasferire il Liceo Scientifico nel padiglione “Gallo”, l’ala vecchia dell’Ospedale di Piazza. Era dal 2004 che si cercava una nuova sede al Liceo, e in un primo tempo si era pensato ai “Passionisti”. Poi però, visto che l’Ospedale si doveva trasferire da Piazza a San Rocchetto, arrivò l’idea di traslocare le Scuole nel “Gallo”.

Così si mise nero su bianco il “piano”: l’Asl avrebbe ceduto il “Gallo” al Comune, con una permuta di immobili (in cambio, il Comune avrebbe dato all’Asl i locali del Liceo in via Delle Scuole e la Scuola di Musica, per farne uffici e locali sanitari) e poi il Comune lo avrebbe dato in comodato alla Provincia per collocare il Liceo.

Tutto questo – ovvero il trasloco del Liceo – avrebbe dovuto accadere quando la Regione Piemonte e la Provincia avessero firmato l’accordo per lo stanziamento dei soldi. Nel 2010 l’Ospedale si trasferì.

Ma nonostante l’allineamento politico (a destra) tra Comune, Provincia e Regione, non avvenne assolutamente nulla. Se ne parlò fino al 2017… quando il sogno si schiantò contro la dura realtà: venne fuori che i costi di recupero del “Gallo” sarebbero stati insostenibili a causa delle norme antisismiche.

A quel punto, per la prima volta, si passò a parlare del “Michelotti”. Ma nel frattempo lo scenario scolastico si era fatto molto, molto più complicato: a causa della frana dell’Alberghiero.

L’Asl tentò una serie di ipotesi di cessione, vendita o affitto, una dopo l’altra: contatti, manifestazioni di interesse, ricerca diretta di compratori. I dialoghi fra il Comune e l’Azienda sanitaria andarono avanti senza un punto di incontro.

Nel 2021 la Regione effettuò un sopralluogo, garantendo che si sarebbe trovato uno sbocco: trasformandolo in un polo socio-assistenziale. A quel punto il Comune e la Provincia iniziarono a parlare della nuova Scuola superiore in zona Polveriera: con l’ipotesi di destinarla ai Licei e non, come poi è stato, al “Baruffi”.

Fino al 2022: quando Luca Robaldo divenne presidente della Provincia. Nell’arco di sei mesi la Provincia fissò il nuovo obiettivo: i Licei nel “Michelotti”. C’è voluto tempo, tanto tempo. Ma ci siamo.

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