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Quelle tartufaie pregiate da proteggere e salvare

La Regione approva il nuovo bando per le tartufaie naturali del tartufo bianco piemontese: il "Tuber magnatum Picco"

Tartufo Piemonte Cambiamento Climatico

La Regione approva il nuovo bando per le tartufaie naturali del tartufo bianco piemontese: il "Tuber magnatum Picco", come è stato di recente ri-denominato.

L’iniziativa rientra nell’attuazione della legge regionale n. 16/2008 “Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale”. La dotazione finanziaria del bando ammonta a 51.380 euro e si rivolge alle associazione dei cercatori, anche in forma associata con soggetti pubblici o privati, proprietari o gestori di terreni agricoli e forestali dove è presente tartufo bianco pregiato.

L’iniziativa persegue un duplice traguardo: da un lato recuperare e valorizzare il patrimonio ambientale delle tartufaie naturali esistenti, arginando degrado e calo di produttività; dall’altro promuovere occasioni di fruizione didattica e divulgativa dei territori vocati al tartufo, favorendo la diffusione delle conoscenze su un ecosistema di elevato valore culturale, naturalistico ed economico.

«Con questo bando rafforziamo l’impegno della Regione a tutela di un patrimonio unico, che coniuga gestione forestale, biodiversità, tradizione e sviluppo locale – dichiara l’assessore regionale alle Foreste e Tartuficoltura, Marco Gallo –. Si tratta di un intervento che sostiene chi vive e valorizza le aree vocate del Piemonte, promuovendo pratiche di gestione sostenibile delle tartufaie naturali e favorendo iniziative che possano integrare tutela ambientale e valorizzazione economica, due elementi al centro della nostra strategia».

Il bando finanzia interventi nelle aree identificate come vocate alla produzione di Tuber magnatum Picco e richiede ai proponenti la presentazione di una relazione tecnica dettagliata sottoscritta da un tecnico abilitato in campo forestale, con cartografia delle superfici, cronoprogramma e piano finanziario delle attività.
Le domande di contributo devono essere presentate entro l'8 maggio 2026.

La misura si inserisce nel quadro del Programma triennale di valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale, in un percorso più ampio di valorizzazione dei prodotti tipici piemontesi e delle filiere tradizionali, con particolare attenzione alle comunità locali e alle economie dei territori montani e collinari, dove il tartufo bianco rappresenta un elemento di identità, attrattività e competitività economica.

Il prossimo 24 febbraio è infatti convocata la Consulta per la valorizzazione del patrimonio tartufigeno piemontese, momento di dialogo istituzionale con le associazioni dei trifolai, i rappresentanti del settore, gli enti territoriali e i soggetti coinvolti nella filiera per affrontare in modo condiviso le sfide legate alla sostenibilità ambientale, ai cambiamenti climatici alla qualità del prodotto e alla tutela del mercato

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