Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

La marijuana arrivava con la posta: operazione della Guardia di Finanza

Arresti e sequestri a Savona: la sostanza stupefacente in arrivo dalla Spagna e dalla Thailandia

La marijuana arrivava con la posta: operazione della Guardia di Finanza

Guardia di Finanza di Savona

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Savona hanno effettuato un’attività nel settore del contrasto del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti che ha portato all’arresto di cinque soggetti.

L’attività investigativa si è basata sul monitoraggio dei flussi di spedizioni provenienti dall’estero, soprattutto dai Paesi maggiormente interessati dalle rotte del narcotraffico, come la Thailandia e la Spagna, e destinati a dei soggetti sul territorio savonese.

Nel corso del 2025 l’attività d’indagine dei finanzieri del Gruppo di Savona, condotta sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, ha permesso di individuare molteplici pacchi, in arrivo per via aerea contenenti ingenti quantitativi di droga.

L’organizzazione criminale utilizzava sistematicamente nominativi di falsi mittenti che si occupavano dell’invio dei colli che, sul territorio regionale, hanno potuto contare anche sulla complicità di un dipendente postale che si occupava della consegna a mano dei pacchi agli effettivi destinatari, diversi rispetto ai fittizi nominativi registrati sulle spedizioni.

L’ispezione dei pacchi in transito e le perquisizioni locali, presso le abitazioni dei soggetti responsabili, effettuate con il necessario ausilio delle unità cinofile antidroga del Reparto, hanno consentito, nel corso di numerose operazioni, di rinvenire e sottoporre a sequestro oltre 30 kg di marijuana, circa mezzo chilogrammo di hashish, 8 bilancini di precisione, materiale per la conservazione ed il confezionamento della droga compresa una macchina per sottovuoto, oltre a telefoni cellulari.

Lo stupefacente avrebbe fruttato un illecito guadagno stimato in circa 400 mila euro.

Il Tribunale di Savona ha recentemente condannato i cinque soggetti coinvolti comminando pene fino a 2 anni e mezzo di reclusione, con sentenza passata in giudicato.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x