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Quanto lavoro c'è dietro un carro di carnevale che vince? «Ora ve lo raccontiamo»

Parlano i "Fiori di Bambù" di Mondovì, primi alla sfilata "in casa" col carro "La danza delle coscienze"

«Lavoriamo al carro di carnevale un anno intero»

Un anno di lavoro. Ecco il “costo” umano, la fatica, l’impegno, per chi sceglie di partecipare alle sfilate della Granda. Ed ecco il valore di una vittoria come quella ottenuta “in casa”, alla sfilata del 15 febbraio, per i “Fiori di Bambù”. Che ora stanno già pensando al Carnevale 2027.


Il carro “La Danza delle coscienze” ha fatto bella mostra di sé in tutta la provincia di Cuneo, e non solo: «Abbiamo partecipato alle sfilate di Carnevale a Busca. Fossano, Nichelino, a quella “notturna” di Barge – ci racconta Michele Rovea, referente dei “Fiori di Bambù” –. Siamo stati a Mondovì non solo alla sfilata del 15 febbraio, ma anche la domenica precedente, pur se col carro “fermo”».

Basta così? No: «Sfileremo ancora ai Carnevali di Racconigi, a Moncalieri e a Orbassano».

Dietro a tutto questo c’è un gruppo, i “Fiori di Bambù” appunto, che conta su un zoccolo duro di una ventina di persone che lavorano al carro per 12 mesi. Fin dall’anno precedente. Quando, come prima cosa, si comincia a scegliere il carro: «Il “mondo” dei carri di Carnevale, oggi, è un mercato grande, davvero grande – ci racconta Michele –. Dopo qualche anno, il nostro gruppo si è fatto una piccola rete di contatti. Da dove si comincia? Dal tenere d’occhio cosa avviene nelle grandi sfilate di Carnevali come Cento in provincia di Ferrara, di Pescarolo in provincia di Cremona o di Foiano della Chiana in provincia di Arezzo. O anche zone più vicine, come Santhia».

Acquistare un carro di Carnevale non è... “una robetta”. Anzi: «Quasi sempre lo si va a vedere di persona, prima di comprarlo. Poi lo si deve trasportare e ci si deve lavorare a lungo per rimettere insieme le parti, le strutture, aggiungere i motori. Qui è fondamentale il supporto dei volontari, degli sponsor e anche di chi, nel gruppo, può mettere a disposizione pezzi o manodopera».

Nelle ultime fasi, poi, si deve pensare a mettere su il gruppo: le iscrizioni, i costumi, la coreografia, la musica e le prove. «Noi apriamo le iscrizioni in autunno – ci dice ancora Michele –, cercando di chiudere in modo da avere il tempo necessario per far cucire tutti i costumi. Quest’anno eravamo oltre 300 sfilanti, anche se ovviamente non tutti sono riusciti a prendere parte a tutte le sfilate».

E le prove del balletto? «Le abbiamo fatte in una palestra, grazie al supporto della società sportiva Mondovì Volley: è un locale perfetto perché ha lo spazio idoneo ed è riscaldato».

Per tenere assieme tutto questo, non si può che partire dalla passione – una grandissima passione: che richiede coinvolgimento e saper “fare squadra”, che comporta fatiche e rinunce (si pensi al tempo impiegato per lavorare all’allestimento, o per spostare il carro da una città all’altra, ogni weekend). E che… “scalda l’animo”. Dopo la vittoria, a cosa mirano i “Fiori” nel 2027? «Abbiamo già adocchiato uno o due carri… non abbiamo ancora deciso, ma siamo già al lavoro. E ci saremo!».

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