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19 Febbraio 2026 - 12:15
Formalmente non è cambiato nulla, in pratica è cambiato tutto.
Dopo la tragedia di Cras Montana non sono state varate nuove leggi, nuovi provvedimenti, ma è arrivato un pesantissimo giro di vite sui controlli della sicurezza. Vale a dire che i controlli sono serratissimi e rigorosi su quanto già previsto dalla normativa. La Prefettura di Cuneo, nei recenti incontri organizzati con i Comuni e gli stakeholders, è stata chiara su quanto avverrà nei prossimi mesi e le conseguenze cominciano ad avvertirsi. Ad essere colpite sono soprattutto le situazioni che non è facile incasellare con precisione assoluta nelle disposizioni: tra i punti che da adesso saranno maggiormente attenzionati c'è anche la distinzione tra chi fa somministrazione e i locali da ballo, tra un evento musicale o una serata gastronomica. In molti casi è proprio l'incertezza nel dare risposte su queste "zone grigie" a causare incertezze in chi gestisce o organizza eventi. Un reading poetico, o un cantautore chitarra e voce, rientrano nelle necessità di sicurezza richieste per un concerto o per un dj set?
Ha fatto rumore, in queste ore, la notizia dell'annuncio dei gestori del Caffè Boglione di Bra. Il locale era un centro culturale di rilievo per la provincia di Cuneo, promotore di iniziative come concerti, ma anche come reading o serate di condivisione. Il contraccolpo generato da Cras Montana ha generato una difficoltà che ha indotto i titolari del locale ad alzare bandiera bianca per quanto riguarda il cartellone degli eventi dell'Arena Boglione. Lo hanno denunciato in un post Facebook.
La difficoltà e gli ostacoli di chi cerca di fare cultura sono all'ordine del giorno da diverso tempo, spaziando dalla difficoltà ad adeguarsi a normative che comportano obblighi sempre più onerosi alle difficoltà di ordine pubblico e di gestione degli schiamazzi. Notizia di difficoltà di locali o spazi culturali, notizie di manifestazioni che chiudono i battenti e gestori che si arrendono non sono novità dell'ultima ora. Eppure il tema non va sottovalutato: una scena culturale non è fatta solo di grandi eventi, con grossi numeri. La vitalità di una scena, da cui peraltro potrebbero un giorno emergere nuovi artisti di rilievo, è fatta soprattutto di piccoli palcoscenici, piccoli spazi a disposizione, di un pubblico locale ricettivo che può trovare uno spazio di condivisione che non sia solo l'asettico mondo privo di contatti della rete. La sicurezza è un tema centrale, su cui sicuramente è bene non fare sconti, ma resta la necessità di favorire spazi sostenibili per piccoli eventi e iniziative culturali che caratterizzano la vivacità di una scena e che spesso in provincia rappresentano i maggiori ambiti di espressione.
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