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Madri e atlete, con gli sci di legno ai piedi: "Le donne di Cortina", alle Olimpiadi del '56

Come Sofia Loren, erano preparate e parlavano tre lingue. Un esempio di determinazione e modernità, in un’Italia ancora in piena ricostruzione

Madri e atlete, con gli sci di legno ai piedi: "Le donne di Cortina", alle Olimpiadi del '56

 Giovedì 19 febbraio, l’hotel "La Ruota" di Pianfei, ha ospitato una partecipata serata interclub tra il Panathlon Mondovì e il Panathlon Cuneo, occasione di incontro e riflessione che ha unito cultura sportiva, storia e impegno sociale. Al centro dell’evento, la presentazione del libro “Le donne di Cortina”, alla presenza della coautrice Adriana Balzarini, che ha accompagnato i presenti in un affascinante viaggio nella memoria delle Olimpiadi Invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956.

Il volume accende i riflettori su un momento storico fondamentale non solo per lo sport italiano, ma anche per l’emancipazione femminile. Proprio a Cortina, infatti, per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici Invernali, le competizioni furono trasmesse in televisione, portando nelle case degli italiani le immagini delle atlete impegnate nelle diverse discipline. Fu in quell’edizione che il mondo conobbe figure straordinarie come Giuliana Minuzzo, prima donna nella storia a pronunciare il giuramento olimpico.

Le pagine del libro raccontano il contributo delle donne a tutto tondo: non soltanto atlete, ma anche volontarie, allenatrici e giudici di gara. Donne preparate, spesso capaci di parlare fino a tre lingue, che rappresentavano un esempio di determinazione e modernità in un’Italia ancora in piena ricostruzione. A suggellare simbolicamente quell’Olimpiade fu la presenza di Sofia Loren, madrina dei Giochi, emblema di un Paese che guardava con fiducia al futuro.

 

Molte delle protagoniste descritte nel volume incarnavano il coraggio di chi affrontava le stesse piste su cui oggi gareggiano i campioni, ma con attrezzature ben diverse: sci di legno e mezzi tecnici rudimentali. Erano madri e atlete allo stesso tempo, simbolo di una silenziosa ma concreta emancipazione femminile. In quell’edizione, inoltre, il grande pubblico poté assistere per la prima volta in televisione anche al pattinaggio di figura, contribuendo alla diffusione di discipline fino ad allora poco conosciute.

Come spiegato da Adriana Balzarini durante la serata, il libro è il frutto di due anni di ricerche negli archivi nazionali del CONI, arricchite da numerosi viaggi per incontrare le famiglie delle protagoniste di allora, alla ricerca di fotografie inedite e testimonianze dirette di chi visse quell’esperienza unica. Il volume, impreziosito dalla prefazione di Deborah Compagnoni, è suddiviso in storie che restituiscono uno spaccato umano di grande intensità.

Tra i racconti più toccanti emerge quello della generosità italiana che permise a un’atleta americana, costretta sulla sedia a rotelle in una Cortina ancora caratterizzata da numerose barriere architettoniche, di assistere comunque alle gare, grazie all’impegno e alla solidarietà dei volontari.

Una serata che ha saputo coniugare sport, storia e valori, ricordando come dietro ogni grande evento vi siano storie di impegno, coraggio, solidarietà e donne che meritano di essere raccontate e tramandate.

 

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