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27 Febbraio 2026 - 14:58
Carlo Conti al Festival della tv di Dogliani
Mentre il Festival di Sanremo si alza ancora una volta sotto la direzione artistica e la conduzione di Carlo Conti, vale la pena prendersi un attimo per guardare con occhi curiosi al ritratto “dietro le quinte” di uno dei volti più amati — e meno raccontati — del nostro piccolo schermo.
Nato a Firenze nel 1961, Conti ha alle spalle una gavetta che affonda le radici nei locali toscani: tra radio e prime esperienze televisive negli anni Ottanta, è qui che si formano tre giovani compagni di strada destinati a diventare – ciascuno a suo modo – colonne della comicità e dello spettacolo italiano. Con Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello nasce infatti un sodalizio umano prima ancora che artistico: l’inizio di un’amicizia di lunga data che tuttora fa sorridere il pubblico di tutta Italia.

Tra i ricordi più gustosi che il conduttore ha raccontato nelle sue interviste degli ultimi anni c’è una storia curiosa degli esordi, quando la gavetta si mescolava allo spirito goliardico: in un video d’archivio condiviso sui social, un giovanissimo Conti appare in versione popstar anni Ottanta, con occhiali oversize e una performance che ricorda le hit dell’epoca – un’esibizione surreale presa in giro da Pieraccioni, che lo ha parodiato come “Ragazzotti”, ispirato al primo Jovanotti.
Lo scherzo non solo ha scatenato risate tra gli amici storici e i fan — compresa la moglie Francesca Vaccaro che non ha potuto fare a meno di commentare divertita — ma racconta anche quanto, fin dall’inizio, il trio fosse capace di mescolare talento, ironia toscana e quella leggerezza che è poi diventata uno degli ingredienti vincenti della loro carriera.

L'anno scorso, Carlo Conti è stato uno degli ospiti più applauditi del Festival della TV di Dogliani, una manifestazione che raduna professionisti, critici e pubblico attorno al tema dell’evoluzione mediatica. Sul palco e in diverse interviste, il presentatore ha saputo descrivere con schiettezza la situazione attuale della televisione e dei suoi protagonisti, sottolineando al tempo stesso l’importanza della tradizione e del rinnovamento. Ha promosso a pieni voti il collega Stefano De Martino e ha voluto ricordare, con un po' di commozione, l’amico scomparso Fabrizio Frizzi.
L’intervista a Dogliani — disponibile su RaiPlay e su YouTube e spesso citata e rilanciata sui social — non è solo una testimonianza di stile professionale, ma anche uno spaccato umano: un artista che parla di gavetta, cambiamenti nei gusti del pubblico, e dell’importanza di rimanere fedeli a se stessi in un mondo che corre veloce.
A proposito di ironia: non si può parlare di Conti senza ricordare come l’amicizia con Pieraccioni e Panariello sia spesso diventata materiale di gioco e autoironia anche durante le edizioni sanremesi. Proprio in riferimento al Festival della canzone di quest'anno, per esempio, ha fatto il giro dei social un video di Pieraccioni che prende bonariamente in giro il presentatore per le scelte di casting — invitando scherzosamente personaggi bizzarri e pronosticando addirittura l’arrivo di Spongebob o “il corvo Rockfeller” —, rilanciato dallo stesso Conti con un sorriso.

Nonostante la carriera stellare — dai grandi varietà Rai alla guida di Sanremo più volte negli ultimi anni — l’essenza di Carlo Conti resta, secondo molti, quella di un ragazzo toscano con la battuta pronta, il registro basso sempre a portata di mano e la capacità di trasformare ogni ricordo, aneddoto o semplice episodio in un invito a ridere con lui. Un tratto umano che negli anni ha conquistato il pubblico e reso la sua figura tanto amata quanto — sorprendentemente — poco raccontata nei dettagli più autentici.
Con Sanremo 2026 in pieno svolgimento, questo è forse il momento giusto per riscoprire non solo il professionista di successo, ma anche l’amico, il compagno di risate e quel giovane “Ragazzotti” anni Ottanta che sapeva già farci sorridere con un paio di occhiali troppo grandi e una canzone un po’ stonata.
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