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A scuola di antimafia sulle orme di Borsellino, don Puglisi e Peppino Impastato

Esperienza delle classi quinte del “Giolitti-Bellisario-Paire”

Sulle orme di Borsellino, don Puglisi e Peppino Impastato

Confrontarsi direttamente con la storia per dare un volto ai luoghi della memoria e comprendere il profondo significato dell’impegno civile. È stata questa la vera essenza del viaggio di istruzione che il “Giolitti Bellisario Paire” ha proposto, dal 16 al 20 febbraio, agli studenti delle classi quinte dell’Alberghiero di Barge e Mondovì, dell’Agrario e del Commerciale di Mondovì nella città di Palermo.

Un viaggio, effettuato sia all’andata che al ritorno a bordo di una nave della Grimaldi Lines, divenuto molto di più della semplice scoperta del patrimonio artistico, culturale e gastronomico del capoluogo siciliano: un itinerario tra i simboli legati a Paolo Borsellino, a cui il “Giolitti” ha intitolato la propria aula magna, a don Puglisi e a Giuseppe Impastato.

Cuore dell’esperienza, oltre alla visita del centro storico, dei monumenti e quartieri più significativi di Palermo, è stato quindi il cammino tra i luoghi di chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia. Dalla cattedrale, in cui è sepolto don Puglisi freddato dalla mafia, alla “Casa di Paolo”, antica farmacia della famiglia di Paolo Borsellino, in cui il giudice ha trascorso la sua infanzia.

Qui gli studenti hanno incontrato la nipote del capo scorta che nell’attentato del 1992 perse la vita insieme al magistrato e agli altri agenti: un momento di ascolto e riflessione intenso. A seguire tappa davanti all’ulivo commemorativo e poi in via D’Amelio, teatro della strage.

Visita conclusiva a Cinisi, nei luoghi legati al giornalista Giuseppe Impastato. Presso “Casa Felicia” gli studenti hanno potuto approfondire, grazie all’incontro con la nipote, la storia di Peppino, simbolo di determinazione e coraggio nella denuncia alla mafia.

«Parlare di mafia – commenta la dirigente scolastica prof.ssa Donatella Garello –, significa affrontare una pagina dolorosa della storia italiana, fatta di violenza, silenzi e ingiustizie, ma anche di coraggio e riscatto. Ed è proprio questa la consapevolezza che gli studenti in gita si sono riportati a casa: la capacità di affiancare alla riflessione sul concetto di legalità l’esperienza concreta dei luoghi, trasformando la memoria in responsabilità e l’apprendimento in crescita civile».

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