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11 Marzo 2026 - 12:45
Sarà un trasloco oneroso. E complesso, certamente complesso». L’assessora Francesca Botto sta lavorando a un progetto di enorme valore culturale per la città: il trasloco dei 25 mila volumi antichi del Fondo Storico.
E racconta un aneddoto curioso: «Quei volumi antichi, alcuni davvero incredibili, sono una delle prime cose che ho visto quando ho assunto l’incarico. Era l’estate del 2022, la Giunta era insediata da poco, forse da qualche settimana. Ero assieme al sindaco e andammo a vedere il Fondo. Fu emozionante».
Un tesoro di carta, secondo qualcuno addirittura di rilievo nazionale, che oggi è custodito all’ultimo piano dell’edificio “Baracco”, quello che ospita la Biblioteca di Mondovì. Non è aperto al pubblico. Ecco perché si è deciso di ricavare una sede tutta nuova.
La nuova collocazione sarà al primo piano dell’ex collegio delle Orfane – oggi polo culturale “LIBER” –, con un allestimento pensato per renderlo fruibile al pubblico. Un progetto nato alcuni anni fa, un intervento da 800 mila euro, già finanziato. L’allestimento vedrà i libri collocati in “armadi tubolari” con lati di vetro e finiture lignee, che saranno disposti lungo le pareti: i libri saranno al riparo da polvere e umidità e i visitatori potranno letteralmente “camminarci in mezzo”. Ci saranno anche delle teche per i libri più preziosi e una sala riservata alle consultazioni per motivi di studio.
La collezione bibliografica della Città di Mondovì è particolarmente ricca, con oltre venticinquemila volumi che vanno dal XV secolo fino ai giorni nostri, comprendendo reperti preziosi di trecentine, cinquecentine e cartografia locale. Una parte del tesoro risale al periodo dei Padri Gesuiti e comprende diversi volumi stampati a Mondovì. Un patrimonio che include anche 127 manoscritti, 52 incunaboli e oltre 800 cinquecentine.
Tra i volumi più pregiati del Fondo Storico si trova anche una copia – forse l’unica – dell’Atlante Geografico Veneto del 1690, una copia settecentesca della celebre “Encyclopedie” del Diderot e un abbecedario tedesco acquerellato a mano risalente al sei-settecento.
Di recente, il Comune ha incassato il “sì” della Soprintendenza allo spostamento dei volumi. Inutile girarci attorno: si sta parlando di libri di un valore enorme e, pertanto, delicatissimi: «Si procederà “per collezioni” – ci spiega la Botto –. La catalogazione fatta in passato è stata importantissima e oggi consente di poter progettare uno spostamento “a blocchi”, in continuità, che consentirà di collocare intere sezioni mano a mano che verranno spostate».
Non si sta certo parlando di… mettere i libri un qualche scatolone. «Sarà un’operazione complessa e onerosa. Dello spostamento si occuperà un ditta specializzata, che ovviamente avrà l’autorizzazione della Soprintendenza».
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