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18 Marzo 2026 - 09:53
Alcuni volontari di "Castello c'è", dieci anni fa
Dieci anni possono sembrare pochi nel tempo lungo della storia di un borgo, ma diventano un’eternità se riempiti ogni giorno di cura, passione e impegno. È questo il significato del traguardo raggiunto dall’associazione di volontari "Castello c’è", che dal 2016 lavora instancabilmente per valorizzare e far vivere il borgo antico di Dogliani Castello.
Un anniversario che è il racconto di un percorso costruito passo dopo passo. L’Associazione nasce ufficialmente il 23 marzo 2016, ma affonda le sue radici ancora prima, quando un gruppo di residenti decide spontaneamente di prendersi cura del proprio borgo. Da quel momento prende forma un’idea semplice e potente: restituire vita, bellezza e relazioni a uno dei luoghi più suggestivi delle Langhe.

L'idea iniziale si ispirava al "retake", rigenerazione urbana attraverso la "riappropriazione" da parte della collettività, di luoghi che altrimenti rischierebbero l'abbandono. Di pari passo alla "guerrilla gardening", la necessità di coltivare le aree trascurate, creando angoli belli, dove prima non c'era nulla.
Negli anni, grazie a un lavoro paziente e continuo, "Castello c'è" ha realizzato numerosi interventi – piccoli e meno piccoli – di cura urbana, manutenzione e valorizzazione del verde, sistemazione dei vicoli, recupero di spazi comuni e organizzazione di eventi e iniziative. Un lavoro quasi “certosino”, fatto giorno dopo giorno, con dedizione e spirito di comunità, da un gruppetto con poche capacità di spesa e composto da una ventina di persone, che fa rendere al meglio le piccole donazioni che riceve.

Questo impegno ha trovato nel tempo anche il sostegno delle diverse Amministrazioni comunali che si sono succedute, contribuendo a rafforzare un progetto condiviso: rendere Dogliani Castello un luogo sempre più accogliente e vivo.
Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti. Il borgo è diventato una tappa sempre più apprezzata del turismo slow che attraversa le colline delle Langhe. Qui arrivano visitatori da tutto il mondo, attratti dal paesaggio e dall’atmosfera autentica di questi luoghi. A Dogliani Castello trovano una pausa di bellezza: i vicoli in pietra, gli angoli curati con attenzione, i fiori dipinti con delicatezza e straordinaria maestria sulle pareti delle case dall’artista doglianese Teresita Terreno, e un magnifico Belvedere, che si apre su un panorama ampio e luminoso delle colline di Langa e sulla parte bassa dell’abitato di Dogliani.
In dieci anni, Associazione e borgo sono cresciuti insieme, quasi come due realtà inseparabili. Merito della lungimiranza e dell’energia del presidente Antonio “Bibi” Maggiore e dei tanti amici e volontari che hanno condiviso questo cammino. Un progetto nato dal basso, fatto di relazioni, entusiasmo e amore per il proprio territorio.

Per celebrare questo primo decennio di attività, nell’autunno del 2025 l’Associazione ha piantato seicento bulbi di tulipani: un gesto semplice ma simbolico. In primavera, tra pochi giorni, quei fiori colorati ricorderanno a residenti e visitatori il cammino percorso insieme, stagione dopo stagione.
Guardando al futuro, la sfida è continuare su questa strada, coinvolgendo nuove energie e soprattutto i più giovani, per alimentare idee fresche e innovative senza perdere la memoria e l’esperienza costruite in questi anni.
Spiegando lo spirito che ha guidato e continua a guidare il progetto, Antonio “Bibi” Maggiore cita un passaggio di Giorgio Gaber: «Benvenuti in un luogo dove tanta gente insieme non fa massa».

Ed è proprio questo l’augurio che accompagna il futuro di "Castello c’è": non fare massa, ma restare creativi. Evitare banalità, ripetitività e noia – tre peccati mortali per chi vuole promuovere un territorio bello e unico come quello di Dogliani Castello. «Vigilare su un corretto sviluppo turistico del borgo e pensare ai visitatori non come a "semplici turisti", ma come a "cittadini temporanei" di Castello, con diritti e doveri»
Pensando agli anni che verranno, il gruppo spiega di nutrire anche un forte interesse verso la destinazione d'uso del grande complesso monumentale del Sacra Famiglia, al quale tutti i residenti sono profondamente legati.
Insomma, dieci anni sono solo l’inizio di una storia che ha già lasciato un segno profondo nel borgo e nella sua comunità. Una storia che, grazie alla passione dei volontari e all’amore per questi luoghi, è destinata a continuare e a durare nel tempo.

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