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14 Marzo 2026 - 11:00
Serata di spunti e richiami forti, sull’orizzonte delle ingiustizie pesanti che gravano sull’attuale stagione umana e sociale, dalle parole appassionate e lucide di p. Giuseppe Cavallini, comboniano, direttore di "Nigrizia", al Santuario venerdì scorso, in un’aula “Bona” con tante presenze attente, per l’occasione quaresimale di una riflessione condivisa e documentata rispetto alle urgenze dell’ora presente, per "guardare, capire, agire", senza voltarsi dall’altra parte. P. Giuseppe Cavallini si è presentato con il suo bagaglio di esperienze terzomondiali, contando una trentina d’anni di missione in Etiopia e una ventina di altri anni impegnato appunto a "Nigrizia" per informare coraggiosamente sul quadrante missionario che interpella in misura pressante. E un primo tasto cruciale che ha toccato con insistenza è stato quello di un dovere forte e diffuso sul piano dell’informazione, per sapere come stanno le cose e come si stia deragliando su più quadranti. Perché ci sono prospettive da non bypassare, come quella che vede nei prossimi anni la presenza sul pianeta di un africano su quattro, ricordando il dato di 19 anni per la media di età nel continente nero, mentre in Italia si colloca a 49 anni. E Giuseppe Cavallini ha citato la sua esperienza diretta: quando operava in Etiopia aveva classi di 110-120 bambini e ragazzi, generazioni che salgono alla ribalta inevitabilmente, a cui fare spazio. “Perché nessuno fermerà la mobilità umana, ma anche perché si possono profilare conflitti inarrestabili”. E qui – spiega Giuseppe Cavallini – c’è da poter contare su una informazione più attenta, che colga la portata enorme delle situazioni. Ed invece queste analisi, per capire, fanno difetto alla grande. Anche perché le crisi aumentano: in Africa sono aperti 30 conflitti regionali. In un contesto di economia-finanza mondiale che sa di predazione e di sfruttamento, surclassando la politica che finisce a servizio di chi vuole razziare a più non posso materie prime soprattutto (in particolare il coltan, indispensabile per i telefonini, quindi cobalto, zinco...).
Sulle prospettive di pace, il direttore di "Nigrizia" ha invitato ad essere attenti al massimo per cogliere le derive che si stanno profilando. Ed ha citato espressioni mirate, coraggiose, preveggenti dei Papi, da Giovanni XXIII a Leone XIV, sottolineando la forza di tanti richiami da parte di Papa Francesco. Un magistero profetico, esplicito, diretto. Di cui far tesoro, anche affiancandosi e sostenendo tutti coloro che reclamano e promuovono logiche di pace, dando ossigeno ai "costruttori di pace", senza scoraggiarsi.
Nel dibattito si sono esplicitati altri temi e nodi da soppesare, su cui misurarsi. L’attenzione si è fermata sul riarmo e la corsa agli armamenti, sulle derive nel pensiero politico che avalla la legge del più forte, sulla ingiustizia di dodici uomini straricchi che dispongono di quanto hanno quattro miliardi di persone sul pianeta, sull’urgenza di una finanza etica (citando anche il sostegno a Banca etica, a fronte delle "banche armate"), sulle provocazioni incredibili di Donald Trump nella politica di dominio senza scrupoli, sul Piano Mattei con i suoi limiti e le sue contro-indicazioni...
Insomma uno scenario complesso in forte chiaroscuro che non può essere affrontato con disattenzione e disinformazione.
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