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Dalle testimonianze degli anziani a un docufilm: così rinasce la memoria di una comunità

Festa delle tradizioni: presentazione del libro "Miroglio e il kyé", canti popolari, riconoscimenti agli anziani e annuncio del docufilm sul kyè.

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Una giornata per celebrare le tradizioni e la memoria di una borgata: è andata in scena domenica 15 marzo, nel pomeriggio, a cura dell'Associazione "Miroglio e il Kyé". Una realtà relativamente recente, nata per raccogliere l'eredità dell'Associazione San Biagio, che per anni (con la guida del compianto Alberto Velardo) ha animato la realtà della borgata con tante iniziative a tutela della memoria e della tradizione. Il nuovo sodalizio, presieduto da Ettore Basso, si è recentemente ufficialmente costituito come odv: dal palco del Galà Palace il presidente ha mostrato alla platea il simbolo scelto, che racchiude il richiamo al kyé e una “lea”, la tradizionale slitta che per anni è stata un fondamentale mezzo di trasporto e di lavoro.

Le sedie a disposizione al Galà Palace sono andate sostanzialmente esaurite per la giornata: al centro di tutto la presentazione del libro “Miroglio e il kyé”, pubblicazione scritta dal giornalista Giovanni Battista Rulfi con le fotografie di Beatrice Chiappa. Al centro del saggio, memorie e voci: quelle degli abitanti storici della borgata, presenti sul palco come ospiti, i veri protagonisti del pomeriggio. Nel libro sono stati intervistati Giuseppina Ponzo, Giacomo Modini, Giuseppe Ponzo, Colombina Ponzo, Vincenzo Siccardi, Gelmina Baracco, Virginia Ponzo, Pier Giuseppe Ponzo, Irene Dho, Giorgio Ponzo, Angelo Ponzo, Giuseppe Elidio Ponzo, Oreste Basso, Roberto Tassone, Vincenzo Ponzo, Pietro Angelo Baracco, Guido Baracco, Tiziana Tassone, Laura Tassone, Filippo Boidi. Quasi tutti hanno presenziato alla giornata.

Al più anziano di loro, Giuseppe Ponzo, è stato consegnato un riconoscimento speciale. Attraverso le domande di Rulfi, conduttore dell’evento, hanno ripercorso le loro storie e riportato dal vivo i ricordi che costituiscono l’ossatura del libro. Sono emerse storie ed aneddoti straordinari: ad esempio l'avventura del giovane Vincenzo Siccardi, invitato da Piero Tassone a venire a lavorare a Cervinia, alle dipendenze di un campione olimpico. Ancora, chi ha fatto la "serventa" in Liguria, a Genova o Imperia, chi ha ricordato la vita quotidiana sulle montagne e le serate in "vijà". I loro volti, immortalati dalla fotografa saranno protagonisti anche di un docufilm, realizzato da Pietro Schellino con le riprese del dronista Carlo Antonoaie, che sarà presentato nei prossimi mesi. Un documento audiovisivo che ha il fondamentale valore aggiunto di fissare anche le voci dei protagonisti e il suono del kyè, questa particolarissima parlata occitana che caratterizza una frazione precisa del territorio, tra Fontane, Miroglio, Prea, Baracco, Rastello.

L'appuntamento si è aperto con la musica degli Artusin, che hanno proposto canti e coreografie tradizionali. Hanno inoltre presenziato numerose autorità del territorio: dopo il saluto del sindaco Adriano Bertolino sono saliti sul palco il vicepresidente del consiglio regionale, Franco Graglia, l'assessore regionale Marco Gallo, il presidente della Provincia di Cuneo e sindaco di Mondovì Luca Robaldo, oltre ai rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Frabosa Soprana, Roccaforte e Villanova. 

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