Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

Diga di Cengio, cresce l’allarme sui rischi a valle

Il sindaco di Saliceto chiede chiarimenti sugli effetti dell’abbassamento dello sbarramento: preoccupano stabilità degli argini, rischio esondazioni e possibili ricadute sull’area ex Acna

Diga di Cengio, cresce l’allarme sui rischi a valle

Il sindaco di Saliceto Giovanni Genta ha inviato una lettera al Dipartimento Ambiente e Protezione Civile - Settore Assetto del territorio e Settore Difesa del suolo della Regione Liguria, nella quale richiede informazioni riguardanti il progetto per l’abbassamento della diga sulla Bormida a Cengio, in località Isole. Scrive il sindaco nella sua richiesta: «Le risultanze degli studi preliminari effettuati finora, relativamente agli effetti che l’abbassamento dello sbarramento può avere su: la variazione del livello dell’alveo della Bormida; la variazione della velocità della corrente dell’acqua; la stabilità geo-morfologica degli argini posti a monte dello sbarramento; la riduzione dei franchi di sicurezza degli argini posti a valle dello stesso e, in modo particolare, in corrispondenza del muro perimetrale dell’area ex ACNA; il rischio di esondazioni interessanti l’area ex ACNA».

La missiva prosegue con altre due richieste: «Quali misure saranno previste in sede di progetto per evitare gli eventuali effetti negativi dai fattori indicati al punto precedente e l’aggiornamento sull’avanzamento del progetto esecutivo, sulle prossime attività, sulla loro durata e sulla loro tempistica. Conclude Genta: «Quanto sopra è necessario e giustificato dal fatto che: Saliceto, insieme con Cengio, come è notorio, costituisce un S.I.N., Sito di Interesse Nazionale, a causa delle passate problematiche ambientali; il punto interessato dal progetto si trova a poche centinaia di metri dal perimetro dell’area ex ACNA ed a circa 2 km dal punto in cui la Bormida si immette nel territorio di Saliceto».

Si accende, dunque, un altro fronte nell’ormai quasi centenario “scontro” fra Liguria e Piemonte, sempre conseguenza della presenza dell’ex-Acna al confine fra le due regioni. Anche nel caso della diga, le esigenze di Cengio, evitare gli allagamenti (quasi costanti ad ogni piena della Bormida degli impianti sportivi, con quelli di Saliceto e del resto della Valle Bormida cuneese che paventano grossi rischi di fuoriuscite di sostanze chimiche tossiche e nocive interrate nell’ex stabilimento Acna.

Secondo il versante piemontese, variare il corso della Bormida con l’abbassamento della diga a Cengio comporterebbe grossi rischi stante la situazione morfologica delle sponde del fiume proprio a valle dello sbarramento. Il sindaco di Cengio Francesco Dotta dichiara ai giornali: «Preoccupazioni immotivate, l’area ex Acna non è a rischio e non ci saranno ripercussioni sullo scorrere del fiume in Piemonte».

In attesa delle risposte che gli Enti interpellati dal sindaco di Saliceto, Genta, sui quesiti proposti, prevedono sviluppi anche dalla presa di posizione di altri sindaci piemontesi e degli Enti superiori, Provincia e Regione. Per intanto al confine fra Liguria e Piemonte, oltre al problema costituito dal sito ex-Acna e dallo sbarramento determinato dal passaggio a livello si aggiunge un altro sbarramento delle acque della Bormida.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x