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23 Marzo 2026 - 11:36
Immagine generica, realizzata con l'intelligenza artificiale
Nei capannoni e nei piazzali, tra ferri arrugginiti e materiali ormai destinati all’oblio, c’è chi non vede la fine, ma un nuovo inizio. È questa la cifra distintiva dell’arte di Andrea Bertone, artista originario di Lesegno e da anni residente a Farigliano, dove ricopre anche il ruolo di assessore comunale.

Nel tempo, Andrea ha saputo sorprendere il pubblico con opere d'impatto. Basti pensare al grande orso bianco, leggermente adattato in chiave “cartoon”, che quest'inverno ha incantato visitatori e turisti tra la neve del forte di Vinadio, diventando una vera e propria attrazione. Oppure al suggestivo corvo imperiale, realizzato solo qualche settimana fa, proprio utilizzando scarti di lamine e tondini di ferro, un’opera intensa e simbolica che l’artista ha poi donato alla moglie Marta.
Ma è con la sua ultima creazione che Bertone torna a ribadire con forza la sua poetica: dare nuova vita a ciò che è stato dimenticato. Recuperando bulloni, tondini e frammenti di ferro abbandonati, pezzi che giacevano inutilizzati tra cortili e magazzini, spesso nascosti dalla vegetazione, l’artista ha realizzato una vivace rana verde. L’opera, dinamica e quasi pulsante, sembra pronta a spiccare un balzo da un momento all’altro, come se potesse davvero dirigersi verso l’acqua più vicina.
«Quella della rana, per me, è stata anche una sfida personale – racconta –. Un animale che mi affascina, non così facile da riprodurre, in realtà. Mi sono messo alla prova: volevo vedere se riuscivo a ricrearla in maniera efficace».
Non si tratta solo di abilità tecnica, ma di uno sguardo capace di trasformare lo scarto in valore. Dove altri vedono rottami, Andrea vede nuove possibilità. Dove regna l’abbandono, lui costruisce significato. Le sue opere sono racconti di rinascita: materiali che nessuno osserva più tornano protagonisti, assumono una nuova identità e conquistano l’attenzione di chi li guarda.

In un’epoca in cui il riuso e la sostenibilità sono temi sempre più centrali, il lavoro di Andrea Bertone si inserisce con naturalezza e autenticità, dimostrando come anche l’arte possa essere un potente strumento di rigenerazione. E così, da un cumulo di ferro dimenticato, nasce una rana che non solo prende forma, ma torna a vivere sotto gli occhi di tutti.
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