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«Bisogna recuperare i castagneti abbandonati: la Regione aiuti le aziende»

Incontro nella sede provinciale di Cia Cuneo, con Marco Bozzolo, Igor Varrone e l'assessore Marco Gallo

«Bisogna recuperare i castagneti abbandonati: la Regione aiuti le aziende»

Nel riquadro, Marco Bozzolo

Interventi concreti e tempestivi per il recupero dei castagneti da frutto abbandonati, il sostegno alle aziende agricole di montagna e il rafforzamento delle politiche regionali a tutela del territorio.

Sono queste le principali richieste avanzate da Cia Agricoltori italiani di Cuneo nel corso dell’incontro svoltosi questa mattina nella sede provinciale con l’assessore regionale alla Montagna, Marco Gallo.

Nel corso del confronto, il presidente provinciale di Cia Cuneo, Marco Bozzolo, ha evidenziato come numerose aziende associate segnalino la necessità di attivare misure urgenti per il ripristino dei castagneti da frutto in stato di abbandono: «Si tratterebbe di un intervento di grande rilevanza ambientale ed ecologica – ha dichiarato Bozzolo – che contribuirebbe in modo significativo al contrasto del dissesto idrogeologico, alla messa in sicurezza del suolo e alla tutela delle aree marginali. Il recupero dei castagneti rappresenta un elemento fondamentale per rafforzare la resilienza delle aziende agricole montane e per il mantenimento degli equilibri ecosistemici».

Bozzolo ha sottolineato come gli interventi debbano riguardare il recupero agronomico dei castagneti, attraverso operazioni di potatura, rinnovo delle piante e risanamento delle chiome, la messa a dimora di nuove piante, il ripristino di superfici invase dal bosco e il miglioramento delle sistemazioni idraulico-forestali, fondamentali per la prevenzione dell’erosione e la stabilità dei versanti.

Il direttore provinciale di Cia Cuneo, Igor Varrone, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli strumenti già esistenti: «Il bando per il recupero dei terrazzamenti montani storici ha rappresentato una misura importante – ha spiegato Varrone – ma la modalità a sportello ha escluso molte aziende. Alla luce dell’elevato numero di domande presentate, chiediamo il rifinanziamento della misura e lo scorrimento della graduatoria, per non disperdere progettualità già pronte e risorse fondamentali per il territorio».

Tra le criticità emerse, particolare rilievo è stato dato anche alla gestione della lana sucida da parte degli allevatori ovini, oggi classificata come rifiuto speciale, con conseguenti costi di smaltimento: «Il progetto ‘Pura Lana Piemontese’ – ha osservato Bozzolo -, avviato nel 2023 da Regione Piemonte e Associazione regionale allevatori, non ha prodotto risultati, per cui oltre al danno dei costi a loro carico, per gli allevatori si aggiunge la beffa del naufragio dell’iniziativa annunciata come virtuosa. Occorre quindi individuare al più presto una soluzione concreta e sostenibile».

Nel corso dell’incontro, Cia Cuneo ha inoltre presentato una serie di proposte per il rafforzamento del sistema agricolo montano, tra cui il miglioramento della viabilità forestale e il sostegno ai consorzi stradali, la revisione delle assegnazioni di gasolio agricolo per tener conto delle maggiori difficoltà operative in montagna, e il potenziamento degli incentivi per gli investimenti in energie rinnovabili, con particolare attenzione al fotovoltaico su coperture agricole.

«È fondamentale – ha proseguito Bozzolo – valorizzare le produzioni locali anche attraverso criteri premiali per l’utilizzo di materiali del territorio, come il legno di larice e castagno e le pietre locali, oltre a garantire l’accesso ai bandi forestali per la gestione dei castagneti da frutto e semplificare la normativa sull’utilizzo dell’acqua nei processi di trasformazione».

Ulteriori richieste riguardano l’introduzione di sistemi per il riconoscimento dei crediti di carbonio nei castagneti, l’implementazione di meccanismi di premialità per le aziende che generano servizi ecosistemici e il sostegno alla multifunzionalità e al turismo di montagna: «Oggi molte attività connesse risultano eccessivamente vincolate – ha evidenziato Varrone – limitando lo sviluppo integrato delle aziende agricole rispetto ad altri contesti europei».

Cia Cuneo ha inoltre sottolineato la necessità di rendere più efficaci le associazioni fondiarie, favorendo il rilancio dell’economia montana.

Un passaggio importante è stato dedicato alla gestione del sottobosco: «È indispensabile – ha rimarcato Bozzolo – individuare soluzioni che consentano di proseguire pratiche tradizionali come l’abbruciamento controllato dei residui vegetali, fondamentale per la manutenzione dei castagneti e la prevenzione del rischio idrogeologico». In tal senso, è stata proposta l’introduzione di un sistema di deroghe controllate, basato sulla comunicazione preventiva delle operazioni e sul rispetto dei periodi di maggiore rischio incendi.

Cia Cuneo ha infine ribadito la necessità di reintegrare il castagneto da frutto nelle politiche del Programma di sviluppo rurale e nelle priorità regionali: «La situazione attuale – hanno concluso Bozzolo e Varrone – favorisce l’abbandono dei terreni, l’ingresso massiccio di prodotto estero e il progressivo impoverimento del territorio montano. Serve un impegno concreto e immediato da parte delle istituzioni per salvaguardare questa coltura strategica, proteggere il territorio e sostenere le aziende agricole che quotidianamente presidiano e mantengono vivo il nostro paesaggio».

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