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25 Marzo 2026 - 18:54
Uno scossone che sa di terremoto. Cosa sta accadendo nella Fondazione Academia Montis Regalis, l'Ente che promuove la Musica barocca a Mondovì?
Sono arrivate le dimissioni di tre consiglieri: i due a nomina comunale, Luciano Carbone vicepresidente e Maurizio Davico, e del consigliere Orlando Perera nominato dall’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte.
E il direttore Maurizio Fornero ha rassegnato le sue dimissioni dalle funzioni di direttore gestionale a far data dal 31 marzo: manterrà soltanto la direzione artistica.
Il sindaco Luca Robaldo, che non molto tempo fa aveva avanzato alcune perplessità, per non dire critiche, sulla proposta musicale e sulla gestione, in Consiglio comunale oggi mercoledì 25 marzo ha usato parole molto chiare: «Abbiamo ravvisato alcune difficoltà nell'ambiente di lavoro e nella gestione economica. Chiederemo una relazione ai consiglieri dimissionari. Ma ravvisiamo una serie di criticità. Forse è necessario il commissariamento».
Le osservazioni fatte in passato erano di natura sia gestionale che sulla proposta musicale: un'Academia "troppo di nicchia", attenta a un pubblico di gusti raffinati ma poco aderenti al territorio. "Va bene il clavicembalo barocco - aveva detto il sindaco -, ma magari anche un po' di... chitarra".
L'Academia oggi gestisce la Scuola di musica comunale, su cui il Comune investe 50 mila euro all'anno. Si parlava di difficoltà di bilancio, di rapporti tesi coi docenti di musica. E non era passato inosservato il fatto che, lo scorso autunno, un gruppo di docenti avevano abbandonato per fondare una scuola di musica privata.
Il Consiglio ha approvato alcune modifiche allo Statuto. Con l'occasione, Robaldo è entrato nel merito: «Nessuno dubita del buon lavoro svolto fino a qua, e mi sono interfacciato col neo presidente, l'avvocato Delpui - ha detto -. L'Academia è stata protagonista di recente di un importante evento. Il Comune non ha fatto mai mancare il sostegno economico. Tuttavia di recente abbiamo ravvisato alcuni problemi. Abbiamo perplessità su alcune cose che, secondo noi, non funzionano: non crediamo sia proficuo proseguire con un'offerta musicale esclusivamente come questa, distante dal pubblico locale. Ci risultano problematiche nei rapporti di lavoro e nella gestione. Vogliamo andare avanti, ma non "a qualsiasi costo"».
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