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Piemonte, meteo impazzito: vento forte, rischio incendi e ritorno del gelo

Le forti raffiche potrebbero anche causare la caduta di alberi. In fondovalle attese temperature fino a -5 gradi

Piemonte, meteo impazzito: vento forte, rischio incendi e ritorno del gelo

Il Piemonte si trova ad affrontare una giornata meteorologicamente complessa e potenzialmente critica. Secondo quanto comunicato nella mattinata del 31 marzo dall’esperto meteo Andrea Vuolo, un’intensa fase di vento di foehn interesserà gran parte della regione, seguita da un brusco calo delle temperature nelle ore notturne, con il rischio concreto di gelate tardive.

Dopo un primo episodio registrato lunedì, con raffiche che hanno raggiunto gli 80 km/h in pianura e fino a 120-140 km/h sulle Alpi, una nuova intensificazione del foehn è attesa nel pomeriggio-sera di martedì. In questa fase, il vento soffierà da nord con maggiore decisione, colpendo soprattutto il settore centro-orientale e settentrionale della regione.

Le aree più esposte includono Verbano-Cusio-Ossola, Novarese, Biellese sud-orientale, Vercellese, Monferrato, Astigiano e le colline torinesi. Qui si prevedono raffiche fino a 70-90 km/h anche a bassa quota, mentre in montagna si potranno superare nuovamente i 100-130 km/h.

Le conseguenze potrebbero essere significative: caduta di alberi, disagi alla viabilità e soprattutto un aumento marcato del rischio di incendi boschivi, favorito dall’aria secca e dalle forti correnti.

Leggi qui il bollettino "incendi boschivi" di Arpa per questi giorni

Con l’attenuazione del vento prevista nella notte, il quadro meteorologico cambierà rapidamente. Il foehn lascerà spazio a un deciso raffreddamento, con temperature in forte calo soprattutto nelle pianure e nei fondovalle del basso Piemonte.

All’alba di mercoledì 1° aprile si prevedono gelate tardive in diverse aree: Astigiano, basso Canavese, basso Torinese e pianura cuneese, oltre ai fondovalle di Langhe, Roero e Monferrato. Le temperature potranno scendere sotto lo zero, con punte locali tra -3 e -5°C nelle zone rurali e lungo i corsi d’acqua.

Situazione diversa invece per le aree collinari sopra i 250-300 metri, dove le temperature dovrebbero mantenersi leggermente positive.

Questo brusco sbalzo termico rappresenta una minaccia concreta per le coltivazioni, già in fase vegetativa avanzata a causa delle temperature miti delle settimane precedenti. Le gelate primaverili possono compromettere vigneti, frutteti e colture precoci, con possibili ripercussioni economiche per il comparto agricolo.

L’evoluzione delle prossime ore sarà quindi determinante: da un lato la gestione delle criticità legate al vento forte e al rischio incendi, dall’altro la protezione delle colture da un ritorno improvviso del freddo.

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