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Adolescenti: uno spazio in cui “sentire” e “sentirsi sicuri”

A Mondovì oltre trecento studenti si mettono in gioco nelle “Rooms in Action”

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Foto SIR/Midjourney

Adolescenza, questa sconosciuta. Tutti ci siamo passati, ma ogni generazione la vive in modo diverso. E oggi, con le reti sociali sempre più frantumate, con le conseguenze della pandemia e l'emergere di problematiche che prima non si immaginavano - ansia in età giovanissima, isolamento, altissima competitività, depressione, disturbi alimentari -, è assolutamente necessario parlarne.

Si è conclusa con successo la terza edizione di “Rooms in Action”, l’iniziativa che ha coinvolto oltre 320 alunni delle scuole superiori monregalesi, trasformando il concetto di benessere scolastico in un’esperienza pratica e partecipativa.

Non è la solita lezione frontale, e non è nemmeno un semplice momento di svago. È qualcosa di più profondo: uno spazio sicuro dove "sentire" prima ancora di imparare.

Il progetto, nato dal lavoro dell’equipe del Cantiere Adolescenti Mondovì (Asl CN1), e realizzato con la collaborazione degli operatori del Cssm e del progetto GIFT Spazio giovani del Comune di Mondovì, ha risposto a un’esigenza sempre più urgente: offrire ai giovani bussole affidabili per navigare nel mare agitato dell’adolescenza contemporanea. Stanze di vita quotidiana: Il cuore dell'iniziativa è stata la suddivisione in "stanze" tematiche, veri e propri laboratori di riflessione guidati da professionisti (psicoterapeuti, educatori e assistenti sociali).

Ogni spazio ha affrontato una sfida cruciale del "diventare grandi": Quando l’amore diventa tossico - Chiara Fenocchio (Psicoterapeuta Consultorio familiare Asl CN1), Sonia Bolassa (Educatrice per lo sviluppo sociale del territorio Cooperativa Caracol) Ansioliquida. Combattere l’ansia o imparare a gestirla? - Alice Salvagno (psicoterapeuta Servizio Psicologia Asl CN1) Lia Bessone (Educatrice Professionale Asl Cn1) Sostanzialmente sotto effetto - Laura Staffaroni (educatrice professionale SerD Asl CN1), Nicola Racca (Educatore professionale Cooperativa Caracol - progetto GIFT) Il volume delle emozioni - Barbara Nano (psicoterapeuta Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza Asl CN1) e Giulia Pappini (Terp Neuropsichiatria dell’istituto e dell’adolescenza), LitighiAMO - Monica Peirano (educatrice professionale CSSM) e le assistenti sociali: Marzia Ponzo,Aurora Accamo e Myriam Bigando.

L’importanza dell’ascolto esperto: In un’epoca in cui i ragazzi sono bombardati da informazioni frammentate e spesso distorte dai social media, avere a disposizione psicoterapeuti ed educatori permette di validare le proprie emozioni senza il timore del giudizio scolastico. Offrire "occasioni di benessere" non significa semplicemente far stare bene i ragazzi per qualche ora, ma dotarli di strumenti di resilienza. La prevenzione del disagio giovanile passa inevitabilmente attraverso la creazione di questi "ponti" tra le istituzioni (ASL e Servizi Sociali), il territorio (gli spazi aggregativi) e il mondo della scuola. Una scommessa sul futuro: Le Rooms in Action dimostrano che, quando il territorio fa rete, è possibile intercettare i bisogni silenziosi degli adolescenti. Il messaggio inviato ai 320 studenti è chiaro: le sfide del crescere esistono, sono comuni a tutti, ma non vanno affrontate in solitudine

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