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Per non dimenticare: consegnato ai famigliari, in Sicilia, il libro sul giovane partigiano ucciso

L'autrice, Dorotea Maria Guida, e il sindaco di Trinità, paese in cui venne ammazzato, sono state nel Palermitano, nel paese d'origine del ragazzo

Per non dimenticare: consegnato ai famigliari, in Sicilia, il libro sul giovane partigiano ucciso

Nella foto, l'autrice con Silvana Magnis, figlia della sorella di Calogero Bracco e, a destra, il giovane partigiano

Ieri, sabato 11 aprile, a Petralia Sottana (nel Palermitano), si è svolto un momento di profonda intensità emotiva e valore civile: la consegna ufficiale della "Genealogia patrilineare del partigiano Calogero Bracco, eroe della Resistenza" ai suoi familiari. Un gesto carico di significato, che ha unito idealmente due territori, il Piemonte e la Sicilia, nel segno della memoria e della storia condivisa.

L’autrice del lavoro, Dorotea Maria Guida, ha voluto consegnare personalmente il frutto della sua minuziosa ricerca, recandosi in Sicilia per affidarlo direttamente ai parenti del giovane partigiano, ucciso a soli 27 anni a Trinità durante la Seconda guerra mondiale. Ad accompagnarla, il sindaco di Trinità, Ernesta Zucco, a testimonianza del forte legame che ancora oggi unisce la comunità piemontese alla figura di Bracco.

La delegazione è stata accolta presso il palazzo municipale di Petralia Sottana dal sindaco Piero Polito e dagli amministratori locali, che hanno dato vita ad un'occasione di ricordo collettivo.

Un vero e proprio atto di restituzione storica e umana. Ricostruire le radici di Calogero Bracco significa infatti restituirgli pienamente la sua identità, sottraendolo all’anonimato del tempo e riaffermando il valore del suo sacrificio.

Durante la cerimonia è emersa con forza l’importanza della memoria, intesa non come semplice rievocazione del passato, ma come strumento fondamentale per comprendere il presente e orientare il futuro. Ricordare figure come quella di Bracco significa anche interrogarsi sugli errori della storia, affinché non si ripetano.

Un messaggio che assume un significato ancora più urgente nell’attuale contesto internazionale, segnato da guerre, bombardamenti e distruzione. La tragedia della Seconda guerra mondiale, di cui il giovane partigiano fu vittima nel 1945, sembra talvolta non aver lasciato insegnamenti sufficienti.

Per questo, iniziative come quella di ieri rappresentano un presidio fondamentale di coscienza civile: mantenere viva la memoria è un dovere collettivo, un impegno verso le nuove generazioni e un richiamo costante ai valori di pace, libertà e dignità umana.

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