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29 Aprile 2026 - 12:13
«La tua mamma se ne va. Sono tranquilla. Non devi piangere né vergognarti per me. Quando sarai più grande capirai meglio. Ti chiedo una cosa sola: studia».
Sono le ultime parole di Paola Garelli, nome di battaglia "Mirka". La "partigiana pettinatrice", monregalese, uccisa dai fascisti a 28 anni. La sua lettera alla figlia Mimma, prima di essere fucilata nel fossato del Priamar, sono diventate celebri.
Il sindaco di Mondovì, Robaldo, le ha lette stamattina, davanti agli studenti del "Cigna-Baruffi-Garelli", scesi inpiazza per la Camminata per la liberazione. La data - 29 aprile - non è casuale: è l'anniversario della liberazione della città di Mondovì a opera del partigiano Gigi Scimè.
Robaldo ha posto l'accento sull'auspicio della partigiana per la sua bambina: «Le scrisse: "mia creatura adorata, sii buona, studia e ubbidisci sempre agli zii che t'allevano, amali come fosse io. Io sono tranquilla. Tu devi dire a tutti i nostri cari parenti, nonna e gli altri, che mi perdonino il dolore che do loro. Non devi piangere né vergognarti per me. Quando sarai più grande capirai meglio. Ti chiedo una cosa sola: studia, io ti proteggerò dal cielo". Questo era l'augurio di una partigiana a sua figlia: studia» e rivolgendosi direttamente ai ragazzi e alle ragazze: «Quello che sta accadendo, ancora oggi, ci riguarda tutti. Riguarda anche voi».

Paola Garelli faceva la staffetta partigiana fra la Liguria e le formazioni in montagna: nella notte fra il 14 e il 15 ottobre 1944 venne catturata dai fascisti a Savona, segregata per due settimane nella fortezza del Priamar. Fu fucilata il 1° novembre 1944, senza processo, nel fossato della Fortezza da un plotone fascista, con Giuseppe Baldassarre, Pietro Casari, Luigia Comatto, Franca Lanzone e Stefano Peluffo.
Il dirigente scolastico, prof Cappotto, ha ricordato: «Alla Liberazione contribuirono formazioni partigiane di tante provenienze e orientamenti politici diversi. Erano persone che in altre circostanze forse non sarebbero andate d'accordo, che si sarebbero anche trovate divise: ma in quel momento si misero insieme, in quel momento seppero superare le divisioni».

Il corteo è cominciato in piazza Santa Maria Maggiore, dove gli studenti e i prof hanno intonato "Bella Ciao", ed è proseguito lungo le vie di Breo, fino a piazza XXIX Aprile.

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