La produzione filmica di Woody Allen viaggia a ritmi decisamente più elevati rispetto a quelli dei colleghi, se pensiamo ad altri mostri sacri come Leone e Bertolucci che impiegavano anche 5 anni tra l’uscita di un lavoro e l’altro, le 50 regie in 45 anni (senza contare l’attività teatrale e di scrittura) rispecchiano ottimamente la nevrosi caratteristica del personaggio, e il suo inevitabile sfogo creativo. L’ispirazione per il cineasta newyorchese è potenzialmente un pozzo senza fondo da cui attingere senza sosta, e quello che colpisce, considerando i tempi dilatati necessari per la produzione di un lungometraggio al giorno d’oggi (e anche dell’inesorabile passare dell’età), è che l’uscita dei film continui a rispettare una cadenza quasi annuale. Osservando le ultime pellicole, emergono i trucchi dell’artigiano, capace di muoversi a piacimento all’interno di un modello narrativo consolidatosi col tempo, un calco sicuro e collaudato come il tratto stilistico inequivocabile e ancora...
ARTICOLO PREMIUM Se sei un abbonato all'edizione digitale fai il login con le tue credenziali
Altrimenti approfitta delle offerte esclusive e scopri i nostri abbonamenti!