Si aggiunge al coro dei “no” la voce della Cantina Clavesana, per mezzo del suo presidente Giovanni Bracco, anche lui tra i componenti del direttivo del Comitato che contrasta il progetto presentato in Provincia dalla Cement Srl per la creazione di un deposito di rifiuti pericolosi nell'area artigianale del paese. «Questo territorio deve scegliere da che parte stare, dove vuole andare, che futuro vuole per i suoi giovani. Noi abbiamo puntato tutto sul territorio, su queste colline, sulla terra – dice Bracco –. La Cantina Clavesana ha 200 associati che conferiscono 25 mila quintali di uve da venti Comuni: da Clavesana e Bastia, dal Doglianese a La Morra, Novello e Barolo. Oggi produciamo 2 milioni di bottiglie: Dogliani, Barbera, Nebbiolo, Alta Langa e abbiamo un’autorizzazione speciale per produrre anche Barolo. Nel nostro punto vendita, in Clavesana, arrivano oltre 20 mila persone l’anno: gente del posto, ma anche turisti. Alcuni arrivano apposta...
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