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Guinea Bissau: pronto il fotovoltaico sul tetto della missione di “Casa do Menor”

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I volontari Carlo Borra e Matteo Ghione in Nuova Guinea, con un gruppo di bambini

Dal 15 febbraio al 1° marzo, Carlo Borra e Matteo Ghiglione, sono impegnati come volontari per “Casa do menor” (fondata a don Renato Chiera in Brasile, e da qualche tempo presente anche in Africa), si trovano in Guinea Bissau per visitare la missione dell’Associazione a Bambadinca. Con loro c’è anche Lúcia Inês Cardoso da Silvia, presidente di “Casa do Menor” Brasile. «Questo è il nostro secondo viaggio, dopo quello effettuato lo scorso anno – avevano commentato alla partenza –. Nel primo viaggio avevamo scoperto per la prima volta la missione africana di “Casa do menor” e il bellissimo lavoro che si porta avanti in favore di tanti bambini e giovani che vivono in condizioni di povertà economica ed educativa. Avevamo lanciato la campagna “Accendiamo una luce a Bambadinca”, impegnandoci a raccogliere fondi per installare un sistema fotovoltaico per la missione. Ora andiamo giù nuovamente per raccontare che l'impianto è stato effettivamente realizzato. Vogliamo anche lanciare una nuova campagna, per la realizzazione di un pozzo a servizio della missione. Inoltre, abbiamo raccolto medicinali donati, che portiamo a Bambadinca in collaborazione con la farmacia Giraudi di Farigliano, per sostenere le attività di assistenza medica alla comunità».
«Ora la nuova sfida è l’acqua pulita: costruiremo un pozzo» «Sabato 15 febbraio siamo arrivati a Bissau – raccontano i volontari lunedì 17 febbraio, da poco giunti sul posto – e in questi giorni siamo ospiti dei Padri Giuseppini del Murialdo. Stiamo incontrando varie realtà della chiesa locale e nei prossimi giorni partiremo per Bambadinca, dove andremo a vedere e a documentare l’effettiva esistenza del fotovoltaico installato. Grazie a questo impianto, ora la missione dispone di elettricità in modo continuativo, migliorando notevolmente la qualità della vita dei quattro missionari brasiliani e le attività educative e sociali della comunità. Ora la nuova sfida è l’acqua – aggiungono Carlo e Matteo –. Ci sono grandi difficoltà nel reperirne di pulita e bevibile, sia per la missione sia per i tanti bimbi che ne hanno bisogno ogni giorno. La missione cresce, i ragazzi sono sempre di più e per garantire loro condizioni di vita dignitose abbiamo bisogno di un nuovo pozzo. Costruire un pozzo significa dare a Bambadinca l’accesso all’acqua, un bene essenziale per la vita di tutti».
Serve la solidarietà di tutti «Per costruire il pozzo serve la solidarietà di tutti – concludono i volontari –. Vogliamo procedere a piccoli passi, ma con il desiderio di essere una presenza tangibile accanto a chi vive in condizioni di grave vulnerabilità. Aiutaci a portare l’acqua a Bambadinca. Un piccolo contributo può fare la differenza. Insieme possiamo riuscirci».
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