di GIOVANNI RIZZI e LORENZO BARBERIS Un piccolo gioiello capace di saltare di genere in genere, mantenendo una scrittura perfetta e ricchissima d'inventiva, tanto leggera da ironizzare sulla malasorte, quanto drammatica nel suo richiamo sociale. Una lotta di classe celata, quotidiana, lontana dalle platee della storia, ma non per questo meno feroce, che attinge per il suo racconto dalla commedia grottesca italiana di un tempo, fino ad affondare le radici ancora più in la nel tempo, nella letteratura di Parini. Molto del lavoro di Bong Joon-ho prende avvio dal nostro paese, omaggiato con la musica di Gianni Morandi in una delle più sponsorizzate scene del film, da quell'arte di arrangiarsi che noi conosciamo bene grazie alle pellicole di Totò e alle regie di Luigi Zampa, qui ora esportate e adattate per un contesto orientale.
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