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Assalto alla redazione de “La Stampa” durante lo sciopero generale a Torino

La condanna dell'Ordine dei giornalisti e della politica. Il comitato di redazione: «un vile attacco gravissimo all’informazione»

Assalto alla redazione de “La Stampa” durante lo sciopero generale a Torino

La redazione de La Stampa a Torino dopo l'irruzione dei manifestanti

«Inaccettabile. Ogni forma di dissenso espressa con atti intimidatori e di violenza non ci appartengono e li rifiutiamo con forza». Non usa giri di parole il comunicato di solidarietà di Associazione Stampa Subalpina, FNSI, Ordine Nazionale dei Giornalisti e del Piemonte al quotidiano La Stampa dopo l’irruzione di decine di manifestanti nella sede del quotidiano a Torino durante la manifestazione per lo sciopero generale. Il gruppo ha invaso la redazione, imbrattato i muri con scritte e buttato all’aria libri e carte.

Immediata anche la solidarietà del sindaco Lo Russo e del presidente della Regione, Alberto Cirio che scrive in una nota: «Quanto accaduto oggi alla redazione de “La Stampa” di Torino è inaccettabile. Ancora una volta c’è chi confonde il diritto al dissenso e all’espressione delle proprie idee con la violenza, gli attacchi e la devastazione. Atti che sono particolarmente odiosi quando hanno come obiettivo l’informazione, che è per tutti baluardo di libertà e democrazia. A “La Stampa” e ai suoi giornalisti, la mia piena solidarietà per quanto accaduto ad opera dei soliti facinorosi a cui va invece la mia assoluta condanna».

Inaccettabile attacco alla redazione de “La Stampa”, contro ogni forma di intimidazione all’informazione

«L’aggressione verbale e le irruzioni nelle redazioni dei giornali riportano indietro le lancette del tempo quando ogni pensiero non allineato al governante di turno veniva punito con l’olio di ricino e le bastonate. E quei comportamenti venivano etichettati come “azioni fasciste” – prosegue il messaggio di Associazione Stampa Subalpina, FNSI, Ordine Nazionale dei Giornalisti e del Piemonte –. Anche oggi a distanza di quasi 90 anni e l’evoluzione digitale ci ritroviamo ad affrontare queste manifestazioni d’odio e a constatare come la storia non abbia insegnato nulla. L’Associazione Stampa Subalpina, la FNSI con la segretaria generale Alessandra Costante, l’Ordine Nazionale dei Giornalisti e del Piemonte stigmatizzano l’intrusione forzosa nella sede del quotidiano La Stampa, le scritte ingiuriose e discriminatorie vergate sui muri.

Un episodio che si aggiunge ad altre aggressioni dei quali sono state vittime giornaliste/i in tutta Italia e che richiedono un aumento della vigilanza intorno alle redazioni dei giornali per evitare che l’esercizio della libertà di stampa possa subire limitazioni, attraverso minacce e intimidazioni.

La condanna del Comitato di redazione

Il Comitato di Redazione de “La Stampa” condanna con forza l’irruzione di un centinaio di manifestanti all’interno della redazione centrale del nostro giornale in via Lugaro a Torino.

Un attacco gravissimo all’informazione e ancora più vile perché accade nel giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti per il rinnovo del contratto di lavoro e a difesa della qualità dell’informazione democratica, libera e plurale.

Senza che le forze dell’ordine lo impedissero, i manifestanti in parte a volto scoperto e in parte con passamontagna hanno forzato due porte della sede, e al grido di «Giornalista terrorista, sei il primo della lista» hanno invaso la redazione, imbrattato i muri con scritte e buttato all’aria libri e carte preziose che usiamo quotidianamente per il nostro lavoro. Un violento attacco al nostro giornale e all’informazione tutta.

Ringraziamo per le numerose manifestazioni di solidarietà immediatamente giunte in redazione da parte dei colleghi della Federazione nazionale della stampa, dell’Ordine dei giornalisti, dell’Associazione Stampa Subalpina, e inoltre del ministro dell’Interno, del presidente della Regione e del sindaco di Torino che è subito giunto in redazione manifestando solidarietà e condannando l’accaduto.

Non abbiamo paura. Siamo giornalisti. E continueremo a fare il nostro lavoro senza farci intimidire.

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