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Il capotreno chiede il biglietto e viene aggredito

La denuncia del Comitato pendolari, l'episodio sul Regionale a Bra

Il capotreno chiede il biglietto e viene aggredito

Immagine a scopo didascalico generata con il supporto dell'AI

Un capotreno in servizio su un convoglio della linea SFM4 diretto ad Alba è stato aggredito nella giornata di ieri giovedì 15 gennaio mentre il convoglio era fermo in stazione a Bra. Secondo le prime ricostruzioni, all’origine dell’aggressione ci sarebbe stata la richiesta, da parte del personale ferroviario, di esibire il biglietto a un viaggiatore che ne era sprovvisto.

Il convoglio, arrivato a Bra intorno alle 16.30, è rimasto fermo in stazione a lungo, con conseguenze immediate sulla circolazione: la corsa è stata cancellata, così come il collegamento inverso da Alba a Torino, creando disagi per pendolari e viaggiatori.



Il capotreno ha dovuto fare ricorso alle cure ospedaliere. In una nota congiunta, le associazioni dei pendolari di Alba e Bra, insieme all’Osservatorio sulla ferrovia Torino-Ceres e al CoMIS - Coordinamento per la Mobilità Integrata e Sostenibile, hanno espresso solidarietà al lavoratore: «Auguriamo pronta guarigione al capotreno e confidiamo che l’aggressore sia presto rintracciato».

A intervenire è anche Edoardo Zerrillo, vicepresidente del Comitato Pendolari Alba: «Abbiamo deciso di denunciare un fatto oggettivamente grave che incide sulla sicurezza non solo del personale ferroviario, ma anche dei viaggiatori». Zerrillo sottolinea come l’episodio riapra il tema delle priorità sulla sicurezza a bordo dei mezzi e nelle stazioni. Tra le proposte avanzate, la chiusura notturna della stazione di Alba: «È logisticamente fattibile e compatibile con il servizio. Di notte non ci sono treni: è inutile farne una zona di bivacco o di spaccio. Il servizio va garantito a chi paga il biglietto e rispetta le regole, altrimenti è il Far West».

Sui social, il Comitato Pendolari Alba ha ribadito la propria vicinanza al capotreno aggredito, definendo l’accaduto «un episodio che amareggia e che va contrastato con forza». Un messaggio chiaro, che rilancia la richiesta di misure concrete per tutelare lavoratori e utenti del trasporto pubblico locale.

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