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La "baby gang" dei treni torna a processo per un video su Instagram

Erano il terrore dei ferrovieri sulla Ceva-Mondovì, ora sono contestate l'accensione delle torce di segnalazione sulla banchina e anche un'effrazione in farmacia

La "baby gang" dei treni torna a processo per un video su Instagram

Immagine a scopo didascalico realizzata con il supporto della AI

C’è stato un periodo in cui la stazione di Ceva era dotata dello stesso sistema di sicurezza tuttora in vigore a Torino Porta Nuova, con il personale di Trenitalia a fare da “scorta” ai treni. Il “merito”, se così si può dire, è attribuito alla gang giovanile che tra il 2022 e il 2023 imperversava sulla linea tra Ceva e Mondovì, in qualche caso anche bloccando i treni in transito.

Erano stati il terrore dei ferrovieri, finché i Daspo e gli arresti domiciliari non li avevano fermati. Il presunto capo della banda, S.R. (italiano, classe 2003, residente a Lesegno), è stato condannato per minaccia dopo la denuncia di una capotreno. Ora è di nuovo a processo insieme a due coetanei di origine nordafricana, B.E.H. (classe 2003, residente a Ceva) e B.E.F. (classe 2001, residente a Mondovì), e a un quarto soggetto, L.L., giunto poco prima dall’Albania in visita ai parenti. Tutti conosciuti dai Carabinieri cebani, conferma il comandante della stazione Riccardo Tedeschi, che li avevano più volte identificati.

«Era diventato un problema»

«A Ceva – ricorda il maresciallo – si verificavano più volte a settimana episodi di interruzione di pubblico servizio ai convogli ferroviari. Era diventato un problema».

Ancora nel novembre del 2023 i ferrovieri avevano chiamato la centrale operativa dei Carabinieri per un ennesimo episodio di disturbo: all’arrivo, la pattuglia inviata aveva notato da lontano la luce delle torce di emergenza dei treni sulla banchina della stazione. I giovani si erano dileguati, ma erano stati individuati poco dopo.

Il video su Instagram e le torce di emergenza

A mettere gli inquirenti sulle tracce dei presunti responsabili è stato un video postato sul profilo Instagram di B.E.H.: si vedevano i ragazzi, in particolare B.E.F., accendere le torce sul piazzale della stazione. L.L. era intento a filmare la scena, mentre S.R. era stato identificato sulla base di una sorta di “divisa” che vestiva: «Indossava sempre gli stessi abiti per un periodo, una tuta acetata con strisce orizzontali di vari colori».

I militari non sono risaliti all’esatta provenienza delle torce utilizzate. Si tratta però, secondo il maresciallo, dei mezzi di segnalazione in dotazione ai treni che possono essere utilizzate solo dal capotreno in casi di emergenza: «Fanno un bagliore veramente forte, ma quello che è molto intenso è anche il fumo che rilasciano. I colleghi in questa sorta di nebbia artificiale avevano intravisto delle sagome che si dileguavano».

Era già accaduto che le torce venissero accese a bordo di un treno, nell’estate precedente: «Infatti a noi era stato segnalato un treno in fiamme: le torce erano state gettate in terra e la pavimentazione del treno si era fusa».

Danneggiamenti e furto: le altre accuse

Nei confronti di B.E.F. si procede anche per danneggiamento: sarebbe stato lui a spostare con un bastone la videocamera comunale, danneggiandone il supporto.

L’ulteriore contestazione di furto fa riferimento a un’effrazione denunciata da un farmacista: nei video della sorveglianza si vedevano B.E.H. e S.R. in modo nitido. La porta sul retrobottega della farmacia, in quel momento chiusa, era stata danneggiata circa mezzora dopo i fatti della stazione. Gli autori del gesto avevano frugato nelle scatole dei resi dei medicinali.

L’udienza è stata rinviata al 18 gennaio 2027 per la prosecuzione dell’istruttoria.

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