L' essere umano si è sempre abituato a dare una misura a tutto quello che ha attorno, creando cose in grado di contenere altre cose, per utilità, certo, ma anche come possedimento. Persino il tempo abbiamo cercato di confinare, mettendo dei minuscoli granelli dentro le clessidre, da ribaltare e ribaltare in continuazione in uno strano equilibrio, tra la perpetua eternità della ripetizione del gesto e la consapevolezza che lo svuotarsi del bulbo rappresenti il tempo che scorre e termina inesorabilmente. Una sensazione che si amplifica quando si è a conoscenza di una malattia terminale come avviene per Marta, protagonista di "Tre ciotole" film diretto da Isabel Coixet, tratto dal libro, per forza autobiografico, di Michela Murgia, alle prese con una relazione che finisce e la malattia che comincia. Le tre ciotole, sono un dettaglio nelle migliaia di cose che capitano in una narrazione, un simbolo che apre e chiude un cerchio. Finiscono quasi involontariamente nelle mani di Marta prima che la sua vita cambi, drasticamente e negativamente. La malattia scoperta è terribile ma bisogna conviverci in qualche modo. La cura? Un barattolino minuscolo pieno di pillole e la vita che in qualche modo va avanti, tra lavoro e piccole sensazioni del momento, come un cono di gelato, e nuove amicizie che si approfondiscono.
La malattia pare regredire, e le tre ciotole un pochino si riempiono mentre la vita tutto attorno scorre in una Roma ripercorsa, nei luoghi di una vita di coppia, lontani dagli scorci turistici ma vicini ai passaggi del cuore e alle esperienze di chi li abita. Una coppia che non esiste più ma un legame che tenta di riallacciarsi, fino a quando la malattia riprende forza e le ciotole nuovamente si svuotano. È tempo per un ultimo desiderio, un viaggio magari e una promessa strappata alla sorella. È il tempo pensato per quelli che restano per la città coi suoi rumori indistinti, con gli stormi di uccelli che ci volano sopra pronti alla migrazione. A chiudere simbolicamente un cerchio col volo visto ad inizio film, con gli uccelli che allora erano in arrivo. Una stagione completa che è passata, ma che è bastata a portarsi via Marta. Il suo tempo a disposizione è terminato: le tre ciotole ora giacciono capovolte.
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