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08 Gennaio 2026 - 09:22
"Quella villa accanto al cimitero": chissà se il maestro Lucio Fulci, quando 45 dava alla luce uno dei capolavori fra le pellicole horror italiane, si sarebbe immaginato che... non aveva tutti i torti.
Con l’approvazione della Legge di Bilancio, il Parlamento ha infatti recepito la proposta di legge promossa dalla Regione Piemonte, introducendo una maggiore flessibilità urbanistica sulle distanze minime cimiteriali, soprattutto a beneficio dei piccoli Comuni.
Il percorso prende avvio il 9 settembre 2025, quando il Consiglio regionale del Piemonte approva una proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale, fortemente voluta dall’assessore all’Urbanistica Marco Gallo. Un’iniziativa nata dal confronto diretto con i sindaci piemontesi dove la presenza dei cimiteri a ridosso dei centri abitati e l’applicazione rigida di una norma del vigente Testo Unico delle leggi sanitarie avevano finito per bloccare lo sviluppo edilizio e la valorizzazione del territorio.
Questa norma ha però diviso le opinioni.
C'è chi esulta, come il coordinatore di Patto Civico per la Granda Alberto Pettavino o come Giampiero Caramello, "Dipartimento Casa" di Forza Italia Cuneo e Piemonte: Il lavoro di squadra fatto dalla politica, se prodotto in modo concreto e pragmatico, può portare a dei risultati importanti ed utili per i Cittadini. La Giunta della Regione Piemonte ha avanzato una proposta di legge, votata dal Consiglio Regionale e poi trasmessa ai Parlamentari piemontesi. La suddetta legge è nata dall’ascolto del territorio, nello specifico dei piccoli Comuni e dei Comuni Montani. Il dispositivo di legge consente di sbloccare alcuni ambiti dei piani regolatori ed è atto a recuperare diverse aree edificabili, le quali hanno contribuito, nel tempo, al sostentamento dei bilanci comunali poiché soggette ad I.M.U., ma fino ad oggi non utilizzabili. Contestualmente, auspico che la suddetta norma preveda, per gli immobili realizzati nei 200 metri della fascia cimiteriale, in forza di relativa concessione edilizia, nel caso di compravendite che necessitino di specifica relazione di perizia, la possibilità di attestare con certezza la regolare presenza dell'immobile in quanto legittimamente autorizzato, senza creare possibili incertezze o fraintendimenti. L’argomento, perché di massima rilevanza, è stato oggetto di discussione tra il Dipartimento Casa di Forza Italia Regione Piemonte – Provincia di Cuneo, i diversi uffici tecnici comunali ed i vari ordini professionali, poiché sia i Collegi dei Geometri, che l’Ordine degli Ingegneri e degli Architetti hanno collaborato in modo fattivo nelle considerazioni fondamentali che sostengono il provvedimento appena approvato. Grazie all’assessore Regionale Marco Gallo al presidente Alberto Cirio, al gruppo consiliare di Forza Italia, al senatore della Lega Bergesio, al senatore di Forza Italia Rosso e all’onorevole Costa».
Dall'altra parte, le associazioni ambientaliste esprimono invece estrema perplessità: «Non ci convincono le argomentazioni e le dichiarazioni trionfalistiche rilasciate in questi giorni sugli organi di stampa da parte del proponente, l’Assessore Regionale all’Urbanistica: “una svolta per i piccoli Comuni, una vera opportunità di sviluppo e di governo del territorio.” - scrivono Legambiente Cuneo, Pro Natura Cuneo, Cuneo Birding, Lipu Cuneoe e Italia Nostra Cuneo - Giova ricordare all’Assessore e agli addetti ai lavori che, prima ancora che il R.D. n 1265/1934 normasse la distanza di rispetto con vincolo di inedificabilità dal perimetro dei cimiteri, il buon senso e la saggezza degli amministratori dei paesi di montagna/collina hanno pianificato e costruito anzitempo i cimiteri in luoghi ben lontani dai centri abitati. Le motivazioni di tali scelte si possono sintetizzare nella tutela delle esigenze sanitarie, nella sacralità del luogo e nella possibile futura espansione del plesso cimiteriale. L’attuale vincolo storico di inedificabilità di 200 metri rappresenta per molti sindaci, in particolare dei piccoli Comuni, come dichiarato dai proponenti, “un ostacolo allo sviluppo edilizio e alla valorizzazione del territorio”. Ma è questa l’opportunità di un futuro sviluppo urbanistico, in adiacenza alle aree cimiteriali, che la montagna/collina oggi invoca per contrastare lo spopolamento e l’abbandono? La ratio della nuova norma quali interessi pubblici persegue? Sicuramente per alcuni casi un condono/sanatoria per chi non ha rispettato negli anni il vincolo assoluto di inedificabilità nelle aree di rispetto, ai quali non è mai stata applicata la norma della demolizione da parte di chi ne aveva il potere ed il dovere, e ora si vede premiato. Quale la reale necessità di “nuovo sviluppo edilizio” (con vista Campo Santo), quando già oggi molte case di montagna sono vuote, abbandonate, degradate e recuperabili senza comportare nuovo consumo di suolo? Sul consumo di suolo la Regione Piemonte non ha finora dimostrato di voler invertire la tendenza; ci attendiamo finalmente da parte dell’assessore all’Urbanistica segnali e proposte concrete; lo stesso Assessore dovrebbe spiegare quale “valorizzazione del territorio” produrrà la nuova norma. Considerato che la nuova norma non ha abrogato la precedente, ma ha lasciato la facoltà ai Comuni di derogare dai 200 mt ai 50 mt, rivolgiamo un appello ai Consigli Comunali, a cui spetta la decisione finale, di riconfermare la storica norma di vincolo dei 200 mt. quale area di rispetto dal perimetro cimiteriale, in caso di adeguamento degli strumenti urbanistici vigenti».
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