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Sannazzaro attacca Robaldo: «Invita i sindaci alla formazione... ma lo fa per "mettere la bandierina"»

Il PD accusa il presidente di essere intervenuto come capo del Patto Civico

Sannazzaro attacca Robaldo: «Invita i sindaci alla formazione... ma lo fa per "mettere la bandierina"»

Chi mette il cappello sull'incontro sulla legge di Bilancio? «Robaldo ha invitato i sindaci a iscriversi... ma non lo ha fatto da presidente della Provincia: lo ha fatto da capo del Patto Civico"». Così Davide Sannazzaro, consigliere provinciale ma soprattutto segretario PD, attacca Robaldo.

Colpevole di aver promosso il primo degli incontri formativi per gli amministratori della Provincia di Cuneo: quello che si terrà mercoledì 28 gennaio, alle 18, presso il Centro Incontri della Provincia di Cuneo, e approfondirà i contenuti della Legge di Bilancio appena approvata dal Parlamento e le sue ricadute sulle Amministrazioni comunali.

L'annuncio dell'incontro era accompagnato da una dichiarazione di Alberto Pettavino, saviglianese, coordinato del Patto Civico. 

Ma ai sindaci è arrivato anche un invito firmato da Robaldo. E Sannazzaro attacca: «C’è qualcosa di "teneramente istruttivo" in questa iniziativa di Luca Robaldo - afferma -. Una lettera accorata agli amministratori della Granda, con tono premuroso, invito alla formazione sulla Legge di Bilancio. Tutto molto bello. Davvero. Peccato solo che a organizzare il corso non sia il presidente della Provincia, ma il capo di Patto Civico. Perché se la formazione degli amministratori locali è un tema che gli “sta molto a cuore”, non sarebbe stato naturale – quasi ovvio – affrontarlo come rappresentante di tutti e non attraverso una sigla politica, per quanto civica si voglia definire? La Provincia, per statuto e missione, dovrebbe essere la casa comune dei sindaci, il luogo neutro del coordinamento, del supporto tecnico, della crescita amministrativa e invece la formazione passa per una mailing list di parte, con tanto di link per l’iscrizione, come se fosse un seminario di corrente. Peccato usare una sede istituzionale per un’iniziativa che istituzionale non è fino in fondo, e rinunciare a esercitare un ruolo di garanzia per indossare quello, più comodo forse, di animatore politico. Sia chiaro: meglio una formazione di parte che nessuna formazione. Ma sarebbe stato ancora più bello se questa iniziativa fosse nata e cresciuta nel perimetro della Provincia, coinvolgendo tutti, senza bandierine, senza cappelli».

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