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La sanità piemontese sul baratro: emerge un buco da quasi 900 milioni

La somma dei conti delle Aziende sanitarie. Si rischia il commissariamento?

La sanità piemontese sul baratro: emerge un buco da quasi 900 milioni

Un "buco" da 879 milioni di euro: i conti della Sanità piemontese sono in profondo rosso. È quanto emerge dalla somma dei bilanci preventivi delle Aziende sanitarie del Piemonte, Asl e Aso, tutte in passivo.

Per la Asl CN1 si parla di -37.670.000 euro, per la CN2 -43.500.000, e per la Aso Santa Croce e Carle di Cuneo -30.900.000 euro.

Solo pochi giorni fa emergeva l'enorme manovra, da 200 milioni, per coprire il disavanzo del 2025. ma quella che sembra aprirsi nel 2026 è una di proporzioni enormi che rischia di portare nel baratro tutto il sistema regionale, far scattare il "Piano di rientro" - dopo che faticosamente negli anni precedenti si era usciti dalla crisi - e commissariare la Sanità: la voragine è grande più del doppio di quello che prevede la "soglia" sopra la quale è previsto di mettere la Sanità della Regione in mano ai tecnici.

Alberto Deambrogio, segretario regionale PRC : «Le notizie che filtrano sui conti della sanità piemontese  confermano quello che Rifondazione Comunista denuncia da tempo: il sistema è fuori controllo e la propaganda dell'Assessore Federico Riboldi non basta più a nascondere il disastro. Siamo di fronte a una totale incapacità di programmazione aggravata dalla creazione di Azienda Zero, un ente che doveva razionalizzare la spesa e che invece si è rivelato un inutile carrozzone tecnico, recentemente finito persino sotto commissariamento per l'incapacità di gestire i flussi economici e le funzioni assegnate. Riboldi continua a esercitare la sua capacità anestetica per tranquillizzare l'opinione pubblica, ma i cittadini piemontesi non dormono più. Prima o poi, le verifiche puntuali di chi ha il dovere di controllare i conti e l'erogazione dei servizi metteranno la Giunta Cirio di fronte alle proprie responsabilità. Non si può governare una regione a colpi di slide e annunci quando la voragine nei conti pubblici mette a rischio il diritto costituzionale alla salute».

Il buco più grande è quello dell'Asl torinese, -152.900.000 euro seguita ancora una volta dalla Città della Salute di Torino, 129.900.000 euro.

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