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Lampi di sofferenza, ma il Piazza va

I giallorossi riscattano la scoppola subita al debutto. Garessio battuto: per la squadra di Mao non tutto è da buttare

Lampi di sofferenza, ma il Piazza va

Con un rigore procurato da Lugliengo e realizzato da Marengo, il Piazza si porta in vantaggio sul Garessio dopo 10' dall'inizio del match

Fa un po' strano, abituati come siamo al tifo indiavolato che normalmente contorna le partite casalinghe del Piazza, vedere una fila ordinata di tranquilli signori sistemati dietro lo striscione issato dalla locale "curva sud" e assistere ai novanta minuti in un clima di assoluta, placida normalità. Ma naturalmente, più della forma e del contenitore, contano la sostanza e il contenuto, ed è appunto badando al sodo che la giornata si fa sorridente e positiva per quelli di Cosimo Barberis: specie nel confronto con la batosta dell'esordio sul campo dell'Azzurra, potenzialmente una dolorosa scure piantata esattamente al centro degli altalenanti, a dir poco, umori giallorossi. Dai quattro gol sul groppone della prima giornata a questo 2-0 che regola il Garessio, il passo non è breve e la trasformazione non irrilevante. E soprattutto vanno sottolineati il riscatto, la reazione, l'aver scongiurato il rischio di un prematuro psicodramma che un eventuale passo falso avrebbe probabilmente generato, trascurando bellamente la circostanza che siamo appena alla seconda puntata della serie e che di acqua sotto i ponti, ancora, ne deve scorrere ad ettolitri.

Da lì ai primi peana dedicati a quelli di Barberis però ce ne passa, perché di passeggiata di salute propriamente non si è trattato e perché il Garessio, novellino della categoria riconquistata dopo chissà quanti anni, tutto sommato il suo l'ha fatto: ha vissuto, è vero, momenti di sbandamento e tribolazione, ma ha anche saputo creare i presupposti per un possibile pareggio che non è infine arrivato e di fronte al quale nessuno, obiettivamente, si sarebbe stracciato le vesti per lo scandalo.

Partenza brillante del Piazza, Garessio inizialmente poco incisivo

Cosa funziona poco e male, quanto all'undici di Matteo Mao, è, oltre alla cerniera centrale difensiva, artefice di alcuni paurosi vuoti, soprattutto l'approccio all'incontro. Si parte infatti con i gialloneri privi di spunto e pericolosità, tant'è che la prima chance la confezionano soltanto alla mezz'ora ed è un tiro di Giana fra le braccia di Casanova. Sia pure senza incantare per fluidità e pregio della manovra, il Piazza mette sul bancone una mercanzia assai più appariscente, quasi da subito: e il ritrovato Lugliengo, dopo una prima incursione culminata in tiro fuori misura, produce uno strappo che manda in difficoltà la difesa ospite e induce Quaglia a sbilanciarlo con una spinta. È rigore: Marengo dal dischetto, Germone tocca ma non basta. Ci starebbe probabilmente un secondo penalty svariati minuti dopo per le maniere ruvide usate da Raineri su Calimera, che va a terra, allarga le braccia e non si capacita del mancato fischio arbitrale. In mezzo, il Piazza aveva sfiorato il 2-0 con Filippi (gran riflesso di Germone); e il Garessio aveva spaventato una tantum Casanova, bravo a disinnescare il buon vecchio Vuthaj (da notare: in campo per i 90' più i 7 di recupero, a dispetto delle non poche primavere...) tutto solo.

Dopodiché, e siamo a ridosso dell'intervallo, va in fumo più d'una golosissima occasione casalinga: il palo di Mandaglio su punizione decisamente ben pennellata dal lato destro è quella principale, segue a ruota la combinazione Marengo-Lugliengo-Filippi con incursione e tiro del terzo dalla breve lunghezza, sventati dal portiere.

Gialloneri vicini all'1-1 ad inizio ripresa, e quelle rimesse laterali di Vizio...

Sorge allora il sospetto che aver lasciato per strada tutto quel bendidio possa rappresentare un bel guaio, a lungo andare. Ma nemmeno occorre andare tanto a lungo e tanto in là, ché è già dai primi istanti della ripresa che il Garessio, grazie anche ad un paio di ritocchi indovinati, si presenta più affilato ed agguerrito. Giana vive una decina di minuti di ispirazione e pericolosità, costringendo Casanova ad un'uscita difficile e ad una respinta affannosa; e poi c'è lui, Matteo Vizio, depositario di una tipologia segreta ed esclusiva di rimessa laterale, di cui parliamo da anni sulle nostre colonne: una specie di stregoneria, una roba potente e infingarda, sparata indifferentemente da un lato o dall'altro del campo, e da qualsivoglia distanza, anche proibitiva, con la forza di cento braccia di quelle di cui sono accessoriati i comuni mortali, sempre e soltanto nel punto giusto perché si crei il panico nell'area rivale.

 

Il Piazza, al pari di chiunque altro, la soffre come non mai, quella rimessa laterale sempre tagliata giusta per una spizzata di testa o per un tocco malandrino, e nel caso più significativo ci vogliono la sporcatura di Fenoglio ed il decisivo contributo del montante perché la deviazione di Quaglia sottoporta non si tramuti nell'aggancio valtanarino.

Decisive le forze fresche inserite da Barberis. E Hoxha la chiude

Lo scampato pericolo ed il progressivo disunirsi del Garessio, più l'innesto di forze fresche come Sejfuli, Muça e Hoxha (quest'ultimo in sostituzione dell'infortunato Federico Filippi), giocano poi a favore dei giallorossi. Che completano l'opera e scacciano i fantasmi quasi sul gong: ci pensano Muça, autore di una conclusione da fuori area che schizza sulla schiena di Vizio e quindi sulla traversa, e Frisli Hoxha, la cui ribattuta in rete ravvicinata sigilla ogni possibile, residuo spiffero.

 

PIAZZA 2
Casanova, Filippi (55’ Hoxha), Gonella, Martini, Griseri, Fenoglio (73’ Sejfuli), Mandaglio, Giacosa, Lugliengo (75’ Muça), Calimera (73’ Prette), Marengo. All. Barberis
 
GARESSIO 0
Germone, Borgna L. (82’ Giribone), Borgna M. (46’ Vizio), Borgna P., Raineri, Quaglia, Giana, Stafa (67’ Vogli), Vuthaj, Leka (73’ Giordano), Guido (46’ Xhani). All. Mao
 
RETI: 10' rig. Marengo (P); 85' Hoxha (P).
 
ARBITRO: Ferrero di Alba-Bra.
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