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15 Febbraio 2026 - 19:34
Simone Pechenino, in gol
Come sempre accade in questi casi, non sai mai cosa pensare. Il gol preso al 96’ ti fa passare una brutta domenica sera, ti rovina la digestione e ti fa parlare da solo davanti al frigo aperto. Poi però, come direbbe uno bravo, bisognerebbe avere la lucidità di guardare le cose per intero. E allora la domanda è: il Carrù Magliano ferma il San Biagio o il San Biagio ferma il Carrù Magliano? Come cantavano gli Jarabe de Palo, dipende. E infatti dipende.
La squadra centallese era avanti in classifica, ma i rossoblù di Fabio Odasso arrivavano con quella faccia lì, quella delle squadre che hanno annusato qualcosa e non è il tartufo. Avrebbero meritato di vincere lo scontro diretto, se non fosse che il calcio — sport meraviglioso inventato per ricordarti che non controlli niente — ha deciso di piazzare la beffa all’ultimo secondo, come un autovelox nascosto sul rettilineo finale.
L’1-1 lascia l’amaro in bocca ai padroni di casa, che ormai si erano convinti di averla portata a casa. E diamogli torto. I cinque minuti di recupero concessi dal direttore di gara (non sempre impeccabile, ma nemmeno il colpevole da forca) stavano per scadere. Bastava gestire gli ultimi palloni con un filo di lucidità in più, con meno frenesia, evitando di regalare punizioni dal limite come volantini al mercato del martedì. Falli quasi sempre figli della voglia di fare a gara a chi è più macho con quelli del San Biagio. Una pratica che capita spessissimo in queste categorie: la tensione sale, il pubblico “cissa la maraja”, l’intensità tellurica degli scontri fisici aumenta, lo slang da periferia milanese inizia a serpeggiare tra i giocatori e tra le panchine. Tutto molto virile, ma tutto molto poco utile.
Così finisce che concedi l’unica cosa che non devi concedere: la palla ferma al limite, quando ormai è chiaro che il San Biagio su azione non sfonda più. Passarotto e il reparto difensivo stavano difendendo bene, con ordine e senza tremori. Non c’erano segnali di tempesta. E invece, a forza di punizioni regalate, al 96’ arriva la fucilata di Pietro Silvestro. Una di quelle che partono dal piede e finiscono direttamente all’incrocio, senza chiedere permesso. Potenza e precisione, palla sotto la traversa e nel cuore di un Carrù Magliano che l’impresa l’aveva quasi accarezzata. Due volte peccato, come i punti evaporati. Per carità, la squadra di Fabio Odasso resta in piena corsa per i play-off e, anzi, la campagna acquisti autunnale-invernale ha fatto sì che la rosa sia di ottimo livello. Gente del calibro di Diego Odasso, Filippi, Giuliano, Pensa, Jacopo Odasso, dei Pechenino brothers e non solo, certifica la bontà dell’organico. Le sensazioni, al di là della beffa domenicale, sono decisamente buone. Anche il San Biagio se ne torna a casa con un sorriso che non entra nello specchietto retrovisore. Perché quando la giornata gira storta ma riesci comunque a piazzare la zampata al 96’, allora forse qualcosa ti sta dicendo che potrebbe essere l’anno giusto. Senza gufare nessuno, per carità: qui si racconta, non si evocano maledizioni.
Che dire del resto della partita. Primo tempo equilibrato, con tanti, tantissimi, forse troppi, errori tecnici su entrambi i fronti. In gran parte sono dovuti alle condizioni impossibili del campo: fango, zolle, buche. Onestamente anche stoppare il pallone è stato un atto di fede. Certamente, qualcosa in più dal punto di vista tecnico si sarebbe potuto fare. Non sono mancati in ogni caso ritmo e sostanza. Il Carrù Magliano si è affidato alle scorribande sulle fasce, in particolar modo con l’ottimo Diego Odasso e con Filippi, e alla solita presenza offensiva totale di Matteo Pechenino. È stato però suo fratello Simone a timbrare il cartellino, al 3’ della ripresa, per il momentaneo 1-0. Una bella legnata delle sue in piena area di rigore che ha incenerito Re.
In precedenza occasioni su entrambi i fronti per Matteo Pechenino, Reinaudo e Pietro Silvestro. In svantaggio, il San Biagio ha trovato l’ottima opposizione della difesa carrucese costruendo solo un’occasione per il colpo di testa del solito Silvestro, su cross di Borreale, ben parato da Passarotto. Il Carrù avrebbe potuto chiudere i conti al 75’: Jacopo per Diego Odasso, bello spunto e cross sul quale si avventa Matteo Pechenino. Tocco sottomisura e intervento salvifico di Re. Una di quelle parate che non sai come hai fatto, ma intanto l’hai fatta. Poi il finale, già raccontato: punizione letteralmente regalata (dal Carrù) al 96’, Silvestro che disegna il capolavoro e testosterone che schizza oltre i livelli di guardia. Volano parole grosse, e non solo parole: coinvolti giocatori, panchine, arbitro. Tutto molto umano. In fondo, ci siamo divertiti, e forse è quello che più conta.
CARRÙ MAGLIANO 1
Passarotto 6.5, Filippi 6.5, Pechenino S. 7, Pensa 7, Rossi 6, Curti 6, Odasso J. 5.5 (90’ Degiovanni sv), Fiore 6 (60’ Randazzo 5.5), Pechenino M. 6.5, Giuliano 5.5, Odasso D. 6.5. All. Odasso.
SAN BIAGIO 1
Re 6.5, Ansaldi 6 (82’ Grosso sv), Galliano 7, Oggero 6 (60’ Bottero), Pellegrino 6, Silvestro M. 6, Viscusi 6.5, Reinaudo 5.5, Dembele 6, Silvestro 8, Rosa 6 (84’ Breda sv). All. Macario
RETI. 48’ Pechenino S. (C), 96’ Silvestro P. (S).
ARBITRO. Maggio di Alba-Bra 6.
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