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Piazza, che bastonata: al “Gasco” passa l’ultima della classe

Inatteso, preoccupante e abbondante stop dei giallorossi, si complica la lotta salvezza

Piazza, che bastonata: al “Gasco” passa l'ultima della classe

Andrea Rebola, attaccante del San Bernardo, realizza la prima delle tre reti ospiti

Già afflitto per la perdita prematura del capitano del passato Simone Basso (ricordato con la rimpatriata di molti ex, il minuto di silenzio prima della contesa ed il lutto al braccio dei giocatori giallorossi), il cuore del Piazza subisce un’ulteriore ferale stilettata sul piano meramente e banalmente sportivo e finisce in mille pezzi, tormentato da altrettanti dubbi ed angosce. Basta un’occhiata fuggevole alla situazione e alla graduatoria per percepire l’entità della bastonata che questa sconfitta, peraltro inopinatamente rotonda, senza dubbio assesta ai piani salvezza della truppa di mister Barberis. E cioè: fra le mura amiche, nel bel mezzo di un pantano di preoccupazione e di magra e con l’obbligo di risalire la china per sfuggire ai carboni ardenti della zona retrocessione, l’ultima cosa da fare era cedere il passo al fanalino di coda San Bernardo, in visita al “Gasco”, rinfocolandone le percentuali di successo nella lotta in fondo al torneo.

IL SAN BERNARDO SPADRONEGGIA, POCHI I LAMPI GIALLOROSSI

Accade proprio questo, invece: che il suddetto San Bernardo, solo apparentemente dimesso e condannato, faccia praticamente il buono e il cattivo tempo sul terreno di gioco monregalese; e che, soprattutto, il Piazza gli renda la vita troppo facile in 90’ privi di tutto quel che serviva e che ci si aspettava.

L’unica attenuante l’abbiamo appena accennata, e sta cioè nel fatto che i gialloneri torinesi risultano, alla prova del match, tutt’altro che allo sbando, a dispetto di quanto suggerirebbe la classifica: hanno centimetri, fisicità, compattezza, concretezza e solisti di talento. E c’è anche, è vero, l’ulteriore scusante data dalle assenze numerose e di spessore. Ma per il resto è, puramente e semplicemente, una specie di disastro locale. Che si svela all’apertura del sipario, su di una punizione fischiata al contrario nell’interpretazione del contrasto Griseri-Cammarata, battuta in velocità con l’attaccante ospite Rebola lasciato libero di sgusciare troppo facilmente, mentre mezzo Piazza ozia con la testa chissà dove: dopodiché la conclusione, dritta per dritta verso l’incrocio, è davvero niente male e la rete dello 0-1 appare quindi assistita da un certo gusto per il bello.

Non si tratta, ahinoi, di incidente di percorso risolvibile, ma della prima avvisaglia di quel che sarà. In egual misura compaiono tanto la bravura del San Bernardo nel blindare una vittoria che vale oro e ossigeno, quanto l’incapacità nostrana di risollevarsi mettendoci un minimo di sostanza e di efficacia. Soltanto a metà frazione Rossi e soci provano un paio di azioni agili e ben combinate, ed è lì che punzecchiano i rivali; ma non è che una parentesi infruttuosa e senza seguito. Infatti, dopo un ritaglio di arretramento e di qualche affanno, il San Bernardo torna a farsi vivo dalle parti di Casanova, costretto infine a capitolare sul fondo del primo tempo, di nuovo per mano di Rebola, e con la complicità di un pasticciaccio difensivo mica da ridere (con la palla sciaguratamente rinviata addosso a Mballo, che ringrazia e avvia la giocata del raddoppio).

LA RIPRESA SCIVOLA VIA: E ALLA FINE C'È PURE L'AMAREZZA DEL RIGORE PARATO A MARENGO

Se non è una prematura caporetto, poco ci manca. Resterebbe un bel tratto di strada da lì al 90’, ma il Piazza ha le gomme vistosamente sgonfie. Dalle sostituzioni non giunge nuova linfa e i minuti scorrono rapidi e avari di speranze. Finché il neoentrato Barbero scappa sulla destra e dà ai giallorossi la terza e definitiva mazzata; ce ne starebbe pure una quarta se l’arbitro non sorvolasse sulla sospetta sportellata rifilata in area a Rebola, sempre lui, dal duo Prette-Salomone. E siccome la domenica giallorossa è horrida, non può mancare la ciliegina del rigore parato a Marengo da Burdese, a tempo scaduto. L’1-3 sarebbe stato null’altro che uno zuccherino; senza nemmeno quello, la storia finisce preoccupante, grama e amara, che più non si può.

PIAZZA 0
Casanova, Fenoglio (71’ Prette), Griseri, Martini, Giacosa (71’ Salomone), Vinai, Mandaglio (46’ Marengo), Rossi (46’ Benzo), Niba (67’ Bertone), Calimera, Sejfuli. All. Barberis.

SAN BERNARDO 3
Burdese, Ansaldi, Cauduro (78’ Camisassa), Ponte, Langella, Gariglio, Rebola (81’ Sardo), Sorrentino, Cagliero (59’ Barbero), Cammarata, Mballo (69’ Barge). All. Contieri.

RETI. 3’ e 47’ Rebola (S), 74’ Barbero (S).

ARBITRO. Eandi di Alba-Bra.

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