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07 Gennaio 2026 - 14:03
In un Paese che corre verso la digitalizzazione, esiste ancora un’Italia che resta ferma. È l’Italia dei territori senza segnale, dei telefoni muti, delle chiamate che non partono e dei messaggi che non arrivano mai. Un’Italia fatta di comuni montani, vallate, aree rurali, ma anche di zone periurbane e tratti di pianura dove telefonare, navigare su internet o chiedere aiuto può diventare impossibile.
A rilanciare l’allarme è Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani, che ha riattivato la mappatura delle aree del Paese prive di copertura telefonica. Un’iniziativa che punta a dare voce a cittadini, amministratori e imprese, chiamati a segnalare i “buchi di rete” che ancora oggi segnano profondamente il territorio nazionale.
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Non si tratta solo di un disagio tecnologico. L’assenza di segnale rappresenta una grave criticità per la sicurezza pubblica. In molte zone, chiamare i soccorsi in caso di emergenza è difficile o addirittura impossibile. Incidenti stradali, malori, incendi o situazioni di pericolo diventano più rischiosi quando un telefono non ha linea. Un problema che pesa soprattutto nei territori montani, ma che non risparmia altre aree del Paese.
Uncem parla di una “grande emergenza nazionale”, al pari della televisione che non si vede e della mancanza di banda ultralarga. Tre facce dello stesso problema: il divario infrastrutturale che continua a separare pezzi d’Italia dal resto del Paese. Un divario che penalizza i residenti, scoraggia le imprese, allontana i giovani e rende più fragile il tessuto sociale ed economico dei territori.
La convinzione che si tratti di una questione limitata alle aree interne è ormai superata. I problemi di copertura interessano anche zone turistiche, aree industriali, tratti di viabilità strategica. In un’epoca in cui lo smartphone è strumento di lavoro, di studio, di informazione e di relazione, restare senza segnale significa restare esclusi.
La mappatura rilanciata da Uncem ha un obiettivo chiaro: raccogliere dati reali e aggiornati per trasformare le segnalazioni in azioni concrete. Solo conoscendo con precisione dove il segnale manca o è insufficiente è possibile programmare interventi efficaci, coinvolgere gli operatori telefonici e sollecitare le istituzioni nazionali e regionali a colmare i vuoti infrastrutturali.
Non è solo una questione tecnologica, ma una scelta politica e culturale. Garantire la connettività significa garantire diritti: il diritto alla sicurezza, all’informazione, allo sviluppo. Significa rendere i territori più competitivi e più vivibili, contrastare lo spopolamento e sostenere chi ha scelto di restare o di investire in aree considerate “marginali”.
L’Italia non può permettersi territori senza segnale e cittadini senza voce. La sfida è trasformare la mappatura in un impegno concreto e continuo, affinchè nessuna comunità resti isolata. Perché oggi, più che mai, essere connessi non è un lusso, ma una necessità.
Per segnalare un'area priva di copertura, compila il form di Uncem.
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