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Quanti lupi ci sono nelle nostre montagne? Lo svela un nuovo studio

In Piemonte, il lupo ha saturato le aree montane e sta cominciando a farsi vedere nelle aree collinari e pedemontane, anche nelle zone dove sono presenti centri urbani. Lo svela il secondo campionamento standardizzato a scala nazionale realizzato nel 2023-2024

Quanti lupi ci sono nelle nostre montagne? Lo svela un nuovo studio

Negli ultimi mesi il dibattito sulla presenza del lupo sulle nostre montagne, e non solo, si è fatto sempre più serrato, complici anche i numerosi avvistamenti della popolazione, spesso documentati con fotografie e video che immancabilmente diventano virali online alimentando il dibattito e anche una certa percezione di insicurezza nella popolazione. La paura della presenza di questi animali selvatici c’è, anche se non è sempre facile capire se davvero si è davanti a un lupo o a un cane frutto di incroci, che paradossalmente può essere anche più pericoloso perché più familiare all’uomo. Il lupo generalmente ha comportamenti elusivi.

I dati del secondo campionamento 2023/24

MA quindi quanti sono davvero i lupi sulle nostre montagne? Lo svela un report pubblicato in rete, il secondo campionamento standardizzato a scala nazionale del lupo, realizzato nel 2023-2024 (ne era già stato fatto uno nel 2020/21). Il lavoro è stato sviluppato in continuità metodologica con le linee guida e i protocolli proposti dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale: ha interessato le Regioni Alpine Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia.

Sulle Alpi 1.124 lupi, in Piemonte più di 400

È stata stimata la presenza di complessivamente 1.124 lupi: non essendo possibile contare ogni singolo animale la stima è accompagnata da un “intervallo di credibilità” al 95%, compreso tra 980 e 1316 individui distribuiti tra i settori centro occidentale e centro orientale delle Alpi.

Stringendo sul Piemonte, la stima è di 464 esemplari, con un margine tra i 407 e i 542.  

 Il coordinamento è stato realizzato dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi (DBIOS) dell'Università di Torino, insieme al Centro di referenza dei Grandi Carnivori del PiemonteISPRA e ai responsabili delle amministrazioni regionali.

Una popolazione che cresce ad est, ma è stabile ad ovest

Confrontando la stima riferita al periodo 2020-2021, è stato possibile stimare il tasso di crescita annuale della popolazione, individuando differenze tra i settori alpini: in estrema sintesi, i lupi si stanno diffondendo maggiormente nel settore centro orientale, mentre nel settore centro occidentale la crescita è più contenuta, perché la popolazione è più stabile. Il tasso di crescita annuale è stimato nel 1.06.  

In sostanza, la popolazione dei lupi si è espansa rispetto ai numeri del 2020/21: la maggior parte è concentrata tra Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta dove l’animale si è esteso dalle aree montane (Ampiamente occupate) ai contesti collinari di pianura e più urbanizzati.

 Nelle regioni centro-orientali, invece, la crescita è più rilevante rispetto alla precedente stima, accompagnata da un'espansione nei territori alpini e prealpini.

Come si monitorano i lupi? I numeri della ricerca

L'attività di monitoraggio ha confermato l'efficacia della rete operativa e la robustezza della metodologia adottata, fornendo una base scientifica aggiornata per la gestione coordinata e la conservazione del lupo a scala delle regioni alpine e nazionale. Solo in Piemonte sono stati percorsi 679 transetti, con un totale di 3351 repliche e di 5192,26 km di transetti per una replica; in totale, i volontari e gli operatori addetti al monitoraggio hanno percorso 25633,16 km.

Infine, considerando che la popolazione alpina di lupo continua a rappresentare un'unità transfrontaliera condivisa con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, il monitoraggio viene realizzato in stretta collaborazione con i partner internazionali nell'ambito del Wolf Alpine Group (WAG) e condiviso con il Large Carnivore Initiative for Europe (LCIE) dell'IUCN (International Union for the Conservation of Nature).

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