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15 Gennaio 2026 - 10:09
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
Parte da Cuneo il campanello d’allarme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La provincia è infatti in zona rossa, la fascia di rischio più alta, con un’incidenza di 41,9 morti sul lavoro ogni milione di occupati, uno dei dati peggiori in Piemonte. Un numero che racconta una realtà preoccupante e che contribuisce a collocare l’intera regione in zona arancione, sopra la media nazionale.

Secondo i dati aggiornati a novembre 2025, in Piemonte si contano 83 vittime sul lavoro da gennaio a novembre, 16 in più rispetto allo stesso periodo del 2024, quando erano state 67. Di queste, 61 sono morte in occasione di lavoro. Il dato regionale si traduce in un indice di mortalità pari a 32,9 morti per milione di occupati, superiore alla media italiana che si ferma a 30,7.
«I numeri mostrano un trend preoccupante – commenta Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega –. L’aumento delle vittime e l’indice di mortalità superiore alla media nazionale confermano che la sicurezza sul lavoro resta una sfida critica. È urgente rafforzare le misure preventive e adottare strategie più efficaci per proteggere chi lavora».
La mappa del rischio, elaborata dall’Osservatorio, fotografa una situazione a macchia di leopardo. In zona rossa, oltre a Cuneo, figurano Verbano-Cusio-Ossola (con un’incidenza altissima di 73,8) e Alessandria (40,2).
Seguono in zona arancione Asti (32,5) e Torino (31,3).
Scende in zona gialla Biella (27,5), mentre risultano in zona bianca Vercelli (14,7) e Novara (12,7), le province con il rischio più contenuto.

Sul fronte delle denunce di infortunio in occasione di lavoro, a novembre 2025 il settore più esposto è l’attività manifatturiera, con 4.578 denunce, seguita da Sanità (2.482), Trasporto e Magazzinaggio (2.252), Commercio (2.248) e Costruzioni (2.072). Un quadro che coinvolge comparti strategici dell’economia piemontese.
L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa per ogni milione di occupati presenti in una regione o provincia. È lo strumento che consente di confrontare territori diversi, al di là del numero assoluto di addetti.
La classificazione cromatica dell’Osservatorio Vega misura il rischio rispetto alla media nazionale:
Bianco: incidenza inferiore al 75% della media
Giallo: tra il 75% e la media nazionale
Arancione: tra la media e il 125%
Rosso: oltre il 125% della media nazionale
Con Cuneo in rosso e il Piemonte in arancione, il messaggio è chiaro: la sicurezza sul lavoro resta un’emergenza aperta, che richiede interventi immediati e mirati, soprattutto nei territori e nei settori più esposti.
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