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15 Gennaio 2026 - 16:14
Foto di Simone Baldo
Ci sono feste che aspettano la bella stagione. E poi ce ne sono altre che nascono nel gelo, quando l’inverno è più duro e la montagna decide di raccontarsi davvero. Succede ogni anno, nei giorni più freddi, quando artigianato, tradizione e convivialità trasformano il centro di una città alpina in un grande racconto a cielo aperto, fatto di legno scolpito, vino caldo, profumi intensi e notti che si allungano tra musica e brindisi.
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Immagine tratta dall'archivio della Regione Autonoma Valle d'Aosta
Da oltre mille anni questa fiera non è solo un appuntamento: è un rito collettivo, un gesto identitario che mette insieme lavoro, storia e festa, attirando centinaia di migliaia di visitatori pronti a perdersi tra bancarelle, sapori di montagna e antichi mestieri che resistono al tempo e al freddo.-1768489878501.jpg)
Foto della pagina istituzionale della Fiera di Sant'Orso
Artigianato, tradizione, montagna, enogastronomia, storia... In Valle d'Aosta la Fiera di Sant'Orso è il manifesto di un'identità della Valle che si manifesta nelle giornate più dure e rigide dell'inverno, i giorni della merla. La vita di montagna, il lavoro dei montanari per due giornate si squaderna nel centro storico di Aosta ed è uno degli appuntamenti del nord ovest a cui non si può mancare. Centinaia di migliaia di persone ogni anno si riversano nella Vallée per ammirare il lavoro degli artigiani del legno, sono centinaia, tutti gli anni: in tutto superano il migliaio. E così tanti espositori di eccellenze enogastronomiche e non solo.
Sant'Orso ha un cuore che pulsa da più di mille anni: è una delle manifestazioni più antiche d'Europa: nasce per celebrare il santo omonimo, monaco irlandese vissuto ad Aosta e morto nel 529. Il santo viene celebrato il 1 febbraio, e proprio in quelle giornate viene ambientata la manifestazione. Ogni anno si comincia con un gesto simbolico: Sant'Orso donò ai poveri della città degli zoccoli in legno. -6629-1768495509973.jpg)
Immagine tratta dall'archivio Regione Autonoma Valle d'Aosta
Per tutto il giorno i visitatori possono perdersi tra le vie della città, curiosare tra i banchetti, tra profumi e sapori inconfondibili della cucina valdostana, con formaggi fusi, vino caldo, carne e polenta. Poi, la sera, la Veillà e si celebra fino a tardi, tra musica e racconti, brindisi e degustazioni.
In piazza Chanoux trova sede l'atelier des Métiers: la casa delle imprese e dei maestri artigiani. Negli stands aperti al pubblico sono stipati oggetti d'ogni genere, dai mobili alle sculture, dai complementi d'arredo ai tessuti. Principalmente, i materiali che offre la montagna: legno e pietra, ma anche ferro e rame. In piazza Piouves invece trova spazio il settore enogastronomico, dai prodotti della filiera del latte e del formaggio a quelli dell'allevamento: affettati e carni. Poi, dolci, mieli confetture, ortaggi e enologia.
Chi vuole partecipare alla festa deve tener conto di alcune informazioni utili: il centro storico è inaccessibile alle auto. I visitatori devono parcheggiare negli appositi spazi allestiti e contrassegnati e da lì imbarcarsi sulle navette che li conducono nel cuore della manifestazione. I bus sono gratuiti e fanno una corsa ogni venti minuti circa.
Giovedì 29 gennaio
Chiesa di Sant’Orso ore 21: Concerto di apertura con il Coro Sant’Orso
Venerdì 30 gennaio
Sabato 31 gennaio
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Immagine tratta da archivio Regione Autonoma Valle d'Aosta
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