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16 Gennaio 2026 - 17:32
Un pasto caldo a domicilio, per chi ha bisogno. È uno dei servizi garantiti dal Consorzio Monviso Solidale, a favore di persone che hanno diritto di fruire di questa agevolazione. Una distribuzione adottata con modalità diverse a seconda dei territorio. A Fossano da qualche anno a espletare questo compito sono alcuni volontari che, grazie a una turnazione decisa di volta in volta, hanno scelto di dedicare parte del loro tempo a questa attività.
Come afferma Ornella Giraudo, Responsabile Servizio Professionale e Territoriale del Monviso Solidale, nel caso di Fossano «si tratta perlopiù di pensionati, più uomini che donne; e a oggi ne contiamo una quindicina. Tutto è cominciato una decina di anni fa, o poco più. Funziona così: chi ha scelto di dedicarsi a questo servizio si rende disponibile dal lunedì al venerdì. Questo servizio volontario è coperto da una polizza assicurativa garantita dal Comune di Fossano, con il quale collaboriamo da tempo anche per questo ambito. Quando è il loro turno di distribuzione, i volontari passano nella nostra sede per prendere l'auto con cui andare a ritirare i pasti presso l'Opera Pia Sant'Anna, dove vengono preparati. Dopodiché, comincia la distribuzione in città e nelle frazioni limitrofe. Un aspetto interessante e importante», prosegue Giraudo, «è costituito dal fatto che questa attività nel tempo ha cominciato a essere garantita non solo nel corso della settimana, ma anche il sabato, la domenica e nelle giornate festive infrasettimanali. Per questa estensione del servizio possiamo da tempo contare sul Comune di Fossano, che ne sostiene le spese (la consegna effettuata in quei giorni, infatti, non è svolta dai volontari, ma da alcuni operatori della cooperativa Quadrifoglio), assicurando a chi ne ha bisogno di poter ricevere il pasto di metà giornata anche al di fuori dei giorni feriali. Dal punto di vista dell'impegno parliamo – per il 2025 appena concluso – di 7.121 pasti totali consegnati: 5.519 nei giorni della settimana e 1.602 nei week-end e nei festivi. Cifra, questa, che è cresciuta di un migliaio di unità rispetto al 2024. Numeri significativi attraverso cui il CMS, insieme al Comune di Fossano, è in grado di rispondere a un fabbisogno da parte di persone anziane o generalmente poco autosufficienti della popolazione locale che, grazie alla semplice consegna del pasto, possono anche incontrare e chiacchierare con qualcuno presso la propria abitazione. Grazie al loro impegno, quindi, i volontari non solo portano il pasto a domicilio a chi ne ha necessità, ma finiscono anche per svolgere un'importante funzione sociale per gli altri e per sé stessi».
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Differente è invece il caso della consegna dei pasti a Savigliano, che avviene per mezzo di un'azione per così dire di 'semi-volontariato'.
Ce lo spiega Luisa Ghigo, Responsabile Servizio Professionale di quest'area provinciale. «C'è una certa differenza tra quanto garantiamo noi a Savigliano rispetto a quel che viene fatto a Fossano. Da tempo noi possiamo contare su tre persone alle quali riconosciamo un piccolo rimborso. Si tratta di persone che, portatrici di svariate fragilità di carattere economico, a suo tempo si erano rivolte al Consorzio per un aiuto. Essendo queste persone in possesso di differenti competenze, per esempio la patente di guida o una buona capacità nell'instaurare relazioni sociali, abbiamo ritenuto importante proporre loro una sorta di 'scambio': il CMS vi riconosce un piccolo contributo a fronte dello svolgimento di un'attività, la consegna dei pasti, in città e nelle frazioni. In tal modo il contributo non è fine a sé stesso, ma risponde all'espletamento di un incarico concreto che per noi è cruciale. Certo, nel tempo c'è stato un certo turn-over, ma da una decina di anni almeno questo sistema funziona bene. Rispetto a Fossano (dove sono quasi tutti pensionati coloro i quali svolgono questa attività di distribuzione dei pasti), qui non possiamo perciò parlare precisamente di 'volontari', quanto piuttosto di persone che impiegano il loro tempo a fronte di un piccolo compenso specificamente finalizzato».
Nel caso di Savigliano, una persona si occupa della città, mentre le altre due delle frazioni. Secondo le cifre riportate da Luisa Ghigo, in questo momento sono 25 i pasti giornalieri che vengono consegnati sul territorio.
Diversa ancora, infine, è la modalità seguita a Saluzzo. Il Responsabile Servizio Professionale di questa sede, Fabrizio Castellino, spiega che «questa attività negli anni scorsi ha affrontato alcune complicanze legate agli aspetti gestionali, ma che da quest'anno viene svolta in collaborazione con la Residenza Tapparelli: il Cms si occupa della valutazione dei bisogni sul territorio, mentre la Casa di riposo della preparazione e della distribuzione dei pasti».
Al di là delle differenze tra i sistemi di distribuzione, una cosa resta però valida: l'importanza dell'assistenza e dell'incontro relazionale a favore di quanti, nelle comunità territoriali, vivono situazioni di fragilità.
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