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Gioco d’azzardo: «Il proibizionismo non è la soluzione per ludopatia e contrasto alle mafie»

Zappalà (Fratellid'Italia): «Il gioco fisico cala del 31,4%, ma online è esploso. La priorità è sensibilizzare gli utenti, soprattutto sul web»

Gioco d’azzardo: «Il proibizionismo non è la soluzione per ludopatia e contrasto alle mafie»

In Commissione Legalità in Regione Piemonte è stato presentato il report di Libera “Azzardomafie”, che affronta sia il tema della dipendenza da gioco e scommesse, sia le infiltrazioni nel settore da parte delle organizzazioni malavitose.

 

 

 

“Il problema della ludopatia è serio e non va affrontato in modo semplicistico: il proibizionismo non serve, né a limitare la dipendenza da gioco d’azzardo, ma nemmeno a contrastare eventuali infiltrazioni di organizzazioni criminali, che anzi traggono vantaggio da un eccesso di limitazioni al gioco legale – commenta Davide Zappalà, consigliere regionale di Fratelli d’Italia – Continuamente viene citata in senso negativo la legge regionale in materia che è stata introdotta nel 2021. Sembrava che l’aver concesso agli esercenti di riaccendere gli apparecchi per il gioco elettronico che già avevano nei loro locali avrebbe provocato chissà quale tsunami, così come presunti disastri avrebbero provocato altri parametri introdotti per il distanziamento delle sale slot dai luoghi cosiddetti sensibili. Poi però ci sono i dati reali, che fotografano una realtà diversa. E, guarda caso, se nel 2017, con la vecchia normativa, il gioco fisico in Piemonte valeva 4,85 miliardi di euro, nel 2023, dopo che era entrata in vigore la “terribile” legge del centrodestra, lo stesso valore era crollato a 3,65 miliardi, con una variazione percentuale di -31,4%”.

Un calo bilanciato da un’esplosione del gioco online, che nello stesso lasso di tempo è passato da 1 miliardo di euro a 5,18, con un aumento in 6 anni pari al 407,8%. Complessivamente in Piemonte il gioco fisico, sommato a quello online, generava nel 2016 un volume pari a 6,34 miliardi di euro, diventati 8,83 nel 2023 (ultimo anno per cui si hanno dati consolidati ufficiali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e di Ires Piemonte), con una variazione pari a +39,3%.

“La combinazione di legge restrittiva e nuove abitudini acquisite durante i mesi di lockdown per il Covid-19 ha fatto sì che il gioco e le scommesse online siano esplose – continua Zappalà – E la crescita, sia in termini di utenti, sia di volume d'affari, dei siti web di giochi e scommesse sportive è stata inarrestabile, con una progressione costante negli ultimi anni. Mi sembra evidente che il tema non sia più ridurre o ampliare l’elenco dei punti sensibili e la distanza da essi come discriminanti per l’apertura di nuove sale slot/scommesse, ma la sensibilizzazione degli utenti circa le insidie e i pericoli del gioco, soprattutto via internet. I continui attacchi della sinistra alla legge regionale in vigore dimostrano solo l’utilizzo strumentale che si fa dell’argomento, senza una vera analisi strutturale”."

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