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Inaugurato l’Ospedale di Comunità, ma il Pronto Soccorso h24 resta un miraggio

A Ceva anche un nuova TAC, una Casa di Comunità, un piano di rilancio e un patto con la Liguria. La strategia regionale punta sulla rete dei servizi, non sulla riapertura del presidio d’emergenza a tempo pieno

Inaugurato l’Ospedale di Comunità, ma il Pronto Soccorso h24 resta un miraggio

Ceva torna al centro della mappa sanitaria piemontese con l’inaugurazione dell’Ospedale di Comunità, primo tassello di un progetto di rilancio più ampio che guarda alla sanità territoriale come leva di sviluppo per l’intero comprensorio. Una svolta concreta, fatta di posti letto, investimenti e nuove strutture, ma anche di scelte nette: il Pronto Soccorso aperto 24 ore su 24 non è ritenuto possibile, né sostenibile, dalla Regione.

L’apertura ufficiale della nuova struttura, avvenuta l’11 febbraio 2026 al primo piano del blocco C3 del nosocomio cebano, segna la conclusione di oltre 400 giorni di lavori per un investimento complessivo di circa 2,3 milioni di euro. Il contratto era stato concluso con Multi Manutenzione Srl, mentre l’esecuzione è stata curata dalla subappaltatrice PM2 Costruzioni.

 

L’Ospedale di Comunità

 
L’Ospedale di Comunità dispone di 20 posti letto, attivabili entro due mesi, destinati a pazienti che necessitano di cure a bassa intensità clinica, convalescenze o lungodegenze assistite. L’obiettivo è alleggerire la pressione sugli Ospedali tradizionali, evitando ricoveri impropri, ma garantendo continuità medica e infermieristica. Il taglio del nastro ha visto la partecipazione dell’Amministrazione comunale cebana e di molti sindaci del Distretto sanitario sud-est, ma soprattutto dei massimi esponenti della sanità cuneese, piemontese e ligure. Erano infatti presenti gli assessori alla Sanità piemontese e ligure, Federico Riboldi e Massimo Nicolò, le consigliere regionali di entrambe le Regioni, rispettivamente Federica Barbero e Sara Foscolo, il direttore generale dell’ASL Cn1, Giuseppe Guerra, con la direttrice sanitaria, Monica Rebora, e il direttore amministrativo, Diego Poggio, e ovviamente il sindaco di Ceva, Fabio Mottinelli.

 

 

Il Piano per Ceva: sul piatto 12 milioni


L’inaugurazione rappresenta solo il primo passo di un piano di rilancio sanitario che coinvolge Ceva in modo strutturale. A chiarirlo sono stati l’assessore Riboldi e il direttore Guerra: «L’intervento è il risultato di un progetto condiviso che si inserisce nel contesto di altre operazioni che vedono Ceva protagonista, in una serie di interventi strutturali e di miglioramento tecnologico per una spesa di circa 12 milioni di euro. È la conferma di come Ceva sia centrale per l’Azienda sanitaria e per la sanità del Cuneese»

Un concetto rafforzato dall’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che ha inquadrato l’opera all’interno di una trasformazione più ampia della sanità piemontese: «Le cure vanno garantite a tutti. Gli Ospedali devono essere funzionali ma anche accoglienti e dignitosi. Entro il 2026 tutta la Regione avrà presidi di territorio, e questo segnerà un cambiamento epocale che dovremo sfruttare al meglio».

 

 

Riboldi ha insistito sulla necessità di superare la logica degli Ospedali “di serie A e di serie B”, puntando su una rete diffusa di servizi che valorizzi anche i centri medio-piccoli come Ceva.

  

Casa di Comunità pronta entro un mese

 
Il secondo tassello è ormai imminente: entro circa un mese saranno conclusi i lavori della Casa di Comunità, sempre a Ceva, ricavata presso il Distretto sanitario. Qui troveranno spazio visite specialistiche, screening e prestazioni ambulatoriali, offrendo un punto di riferimento per i cittadini e contribuendo a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, in particolare per i codici bianchi o a bassa complessità. Un modello di prossimità che punta a intercettare il bisogno prima che diventi emergenza.

 

 

Nuova Tac e forse anche una camera iperbarica

 
Il rilancio passa anche dalla tecnologia. Entro maggio 2026 arriverà a Ceva una TAC 128 slice, che segue l’attivazione dell’osteodensitometro e si inserisce in un piano generale di ammodernamento radiologico dell’ASL CN1. Prevista anche nuova strumentazione ecografica. Dopo l’estate, conclusi i lavori della nuova dialisi di Mondovì, partirà il rifacimento dell’impianto di osmosi del servizio attivo a Ceva. Parallelamente, l’Ospedale sarà interessato da un profondo intervento di riqualificazione antisismica, finanziato con quasi 7 milioni di euro, che consentirà una migliore organizzazione dei reparti e percorsi più efficienti.

 

 

Tra le prospettive future, Riboldi ha inoltre proposto lo studio di fattibilità per un centro di ossigenoterapia iperbarica, una possibile eccellenza specialistica che potrebbe ampliare l’offerta sanitaria e rendere Ceva un punto di riferimento anche oltre i confini provinciali.

I numeri intanto parlano di una crescita dell’attività sanitaria: +15% di visite e prestazioni diagnostiche nel 2025 rispetto al 2024; +17% di chirurgia ambulatoriale complessa e day surgery; apertura di un ambulatorio di chirurgia della mammella; prevista l’assunzione di uno specialista ortopedico dedicato all’area Sud.

Soddisfazione dal sindaco di Ce-va, Fabio Mottinelli: «Per lungo tempo si è detto che l’Ospedale di Ceva fosse dimenticato, ed effettivamente lo è stato in passato, ma ora è tornato al centro dell’attenzione della sanità provinciale e regionale. Questo non è l’Ospedale di Ceva, ma l’Ospedale del territorio». Mottinelli ha poi evidenziato il valore della rete costruita con gli altri Comuni e con la Regione:
«Il dialogo con ASL e Regione è stato intenso e costante. Dalle emergenze e dalle esigenze estemporanee di un reparto, di una specializzazione, dobbiamo arrivare a un progetto ampio e condiviso sulla sanità, e questo è il primo passo lungo questo percorso che, come già anticipato, avrà altri step di fondamentale importanza per la città e per l’intero areale limitrofo».

Il patto con la Liguria


Durante la serata inaugurale, nella sede dell’Unione Montana, è stata firmata una dichiarazione d’intenti tra Regione Piemonte e Regione Liguria, alla presenza degli assessori Riboldi e Nicolò e delle consigliere regionali Federica Barbero e Sara Foscolo. L’accordo, partito da una proposta del Co.Di.Ce., punta a rafforzare la collaborazione nei settori della sanità pubblica e dell’assistenza territoriale, riconoscendo che le aree di confine presentano esigenze simili e richiedono un approccio coordinato. In concreto, i cittadini dei Comuni limitrofi potranno accedere con maggiore facilità ai servizi sanitari della regione vicina, superando ostacoli burocratici e logistici.

 

 

«Lungo i confini ci sono ampie fasce di popolazione che sono più comode nell’usare strutture al di là del confine regionale – ha detto Nicolò –, nel nostro caso specifico penso per esempio al Comune di Massimino, ma ce ne sarebbero molti altri. Noi dobbiamo garantire questa possibilità, è una sfida “win-win”, in cui vincono i cittadini e il territorio».

 

Il Pronto Soccorso h24 resta un miraggio

 
Nel quadro delle novità resta però quello che pare un vero e proprio punto fermo: la riapertura del Pronto Soccorso di Ceva 24 ore su 24 non è ritenuta possibile. Durante l’incontro è intervenuto anche il presidente del Co.Di.Ce., Davide Prato, che ha sollecitato nuovamente a rivedere la situazione.

 

 

Ma la Regione lo ha fatto intendere più volte: il sogno di vedere il Pronto soccorso aperto giorno e notte è destinato a rimanere un sogno. Le motivazioni riguardano la carenza di personale medico e infermieristico, ma soprattutto una precisa impostazione strategica: invece di riaprire un presidio h24 privo di tutte le specialità necessarie, si punta a rafforzare la rete dell’emergenza, individuando aree adeguate per l’atterraggio dell’elisoccorso anche nelle frazioni dei vari Comuni.

 

 

L’idea è evitare situazioni in cui un paziente accolto a Ceva debba poi essere trasferito altrove per mancanza di strutture adeguate. La direzione è chiara: più servizi diffusi sul territorio, meno centralità del Pronto Soccorso tradizionale. Una rassicurazione in merito: il nuovo Ospedale di Comunità non inficerà sull’operatività del Pronto Soccorso h12.

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