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Nel 2026 la discarica potrebbe chiudere per mesi (e quando riaprirà sarà... "più grande")

Nel futuro l'impianto di Magliano potrebbe diventare il "polo " per trattare la plastica di tutta la provincia

Nel 2026 la discarica chiuderà sei mesi (e quando riaprirà sarà più grande)

Nel 2026 la discarica, l'impianto di Magliano Alpi, dovrà chiudere per mesi. Quanti ? Sei mesi, forse di più. Chiusa per lavori: e quando riaprirà sarà "più grande". O meglio: sarà più capiente, senza "allargare" le dimensioni del sito.

Da tempo si sa che l'impianto ha necessità di un ampliamento, che verrà realizzato senza andare a occupare  alcun altro terreno sul Beinale al di fuori del perimetro attuale. Il progetto è in corso di approvazione.

L'intera questione è nelle mani della Società consortile SMA, "Società monregalese ambiente": che, nell'assemblea di martedì 25, ha approvato uno degli ordini del giorno più importanti degli ultimi anni. Anche questo, nei fatti, ampiamente atteso e già spiegato: la candidatura a gestire con le proprie mani discarica e impianto. Che passerà "in house" dal 1 gennaio 2026.

Che cosa significa? E perché una "candidatura"? L'impianto, fino a oggi, è in gestione a un'azienda esterna: si tratta di IREN, che l'ha acquisita quando ha rilevato l'intero gruppo Egea. La concessione va in scadenza e non verrà rinnovata. SMA vuole passare a gestione diretta. Tutto questo passa attraverso una procedura pubblica in capo all'Autorità regionale per rifiuti (AR Piemonte, presieduta dall'ex commissario TAV Paolo Foietta).

Il punto è stato illustrato ai sindaci dal presidente SMA Michele Odenato e approvato praticamente all'unanimità (unica astensione, per motivi "di ruolo", è stata quella di Andrea Ferro, sindaco di Paroldo ma soprattutto neo presidente Acem eletto poche settimane fa: fino al giorno prima, Odenato ricopriva entrambe le cariche). La discussione è stata velocissima: il tema, come detto, era ampiamento noto per i sindaci che lo avevano voluto sviscerare (e da tempo si è notato che le assemblee Acem e SMA sono consessi in cui, a chiedere approfondimenti, sono in pochi). In questo momento, poi, il Comune di Magliano Alpi non ha più un sindaco in carica, essendo commissariato.

Ci sono però due notizie interessanti che vengono fuori dall'assemblea.

La prima è quasi "tautologica": i lavori di ampliamento comporteranno una chiusura temporanea dell'impianto di Magliano. Si parla di uno stop di circa 6 mesi. In questa fascia, i rifiuti del Monregalese dovranno essere portati... in altri impianti. SMA ha già previsto il costo che questo passaggio comporterà.

La seconda notizia è più importante e riguarda il futuro di Magliano: nelle intenzioni di SMA, l'impianto di Magliano cambierà modo di lavorare i rifiuti non differenziati il RSU. Questo allo scopo di migliorare il trattamento della parte "secca", che va a formare il cosiddetto CSS - il "combustibile da rifiuti" che viene bruciato nel cementificio (non negli inceneritori) assieme a quelli degli altri consorzi della provincia.

Attualmente i sacchi dei rifiuti non differenziati che vengono raccolti a Mondovì, nel Monregalese e nel Cebano vengono portati a Magliano, vengono aperti e la frazione "secca"  viene separata da quella "umida". Il "secco" viene mandato in altri siti, dove viene trasformato in combustibile, mentre il resto viene trattato ("stabilizzato") e finisce in discarica.

SMA vuole invertire il processo: i rifiuti indifferenziati raccolti a Mondovì e dintorni andranno direttamente da un'altra parte. Qui, in questi siti, verranno aperti e separati: la frazione secca verrà trasformata in CSS e quella umida verrà portata a Magliano. «Dal punto di vista dei trasporti, non cambia nulla - spiega Odenato -, i camion faranno esattamente gli stessi spostamenti: anziché portare l'immondizia a Magliano e poi spostare il "secco" altrove... porteranno l'immondizia altrove e poi porteranno l'umido a Magliano».

Ma questo è solo il primo passo. Nelle idee di SMA queste "sinergie" tra aziende e consorzi sono il futuro da percorrere. Significa che ogni impianto di trattamento dovrà cambiare ruolo (e, di conseguenza, strumenti: si dovrà passare attraverso un revamping impiantistico). Mentre oggi ci sono siti di trattamento che fanno "tutto o quasi" per i Comuni della propria zona, in futuro ci si "specializzerà". E Magliano? «Potrebbe diventare il polo del trattamento della plastica di tutta la provincia».

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