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Il ricordo di Natale Carlotto: «Un buon politico per prima cosa non deve fare danni»

La lettera del consigliere regionale Claudio Sacchetto: «Fu un Politico con la P maiuscola»

Il ricordo di Natale Carlotto: «Un buon politico per prima cosa non deve fare danni»

Natale Carlotto

Natale Carlotto, «un Politico con la P maiuscola». Continuano ad arrivare ricordi e lettere in memoria del senatore originario di Ceva e colonna portante di Coldiretti, scomparso sulla soglia dei 95 anni. Così scrive di lui Claudio Sacchetto, cuneese, consigliere regionale di Fratelli d'Italia e presidente della Terza commissione consiliare permanente.

«FU UNO TRA I POCHI A PENSARE IN GRANDE»

«Quando, ormai oltre vent’anni fa, mi affacciai per la prima volta al mondo della politica, avendo la fortuna di abitarci vicino, andai a trovare il senatore Carlotto per chiedere dei consigli su come poter essere un buon politico e mi disse due cose: la prima, scherzosa, che il primo obiettivo per un politico era il non fare danni, la seconda di comprendere che chi fa politica doveva avere un punto di vista diverso da un comune cittadino, puntando a perseguire degli obiettivi di interesse generale e non specifico.

Non so se nel mio piccolo sono riuscito a dar seguito a queste indicazioni, so che in queste ore, dopo aver appreso della sua dipartita, mi sono tornate alla mente quelle parole, ma anche i vari incontri che abbiamo avuto in questi anni, dove ogni volta continuava a proporre strategie e progettualità di ampio respiro sui più vari argomenti con particolare attenzione alle sue battaglie storiche come l’agricoltura, le infrastrutture, il mondo del lavoro e la montagna su cui lamentava che a molti anni dalla “sua” Legge molte parti continuavano a non essere applicate fino in fondo.

Sul tema dell’agricoltura amava sottolineare il “riscatto sociale” che dal secondo dopoguerra riuscirono a compiere le schiere di coloro che erano impegnati nel settore primario, entrando nello scorrere dei decenni nel pieno della vita politica, sociale ed economica della nazione, accompagnati da un efficace ruolo sindacale che lui aveva ben declinato nella nostra provincia.

Sulle infrastrutture, fu tra i pochi a “pensare in grande”, in una Provincia che fa tutto in grande ma che è talmente coi piedi per terra che fatica a immaginare le grandi opere, proponendo un percorso autostradale internazionale con tutti i crismi e non le soluzioni poi portate avanti e già “vecchie” appena realizzate, e la costruzione di invasi per l’utilizzo plurimo delle acque (peraltro ancora caldeggiati fino all’ultimo) con lungimiranza, tenacia e soprattutto, cosa fondamentale, cognizione di causa. Purtroppo, anche su questo tema, poco assecondato.



Infine, l’impegno, in qualità di sottosegretario di Stato, per la previdenza dei lavoratori autonomi che va sottolineata perché all’epoca fu molto importante.

Un parlamentare che ha saputo porsi sempre con rispetto e umiltà di fronte a tutti, pur avendo una forza elettorale formidabile ed ineguagliata e che pertanto lo poneva, a lui piacendo, in una posizione di “superiorità” verso chiunque, una volontà di ascolto e di fare sintesi non comuni, una concretezza ed una capacità di lavoro certificate dagli atti parlamentari.

Insomma, la piena incarnazione dei valori del mondo rurale che ha sempre saputo rappresentare, insieme a tutta la comunità, da vero cristiano e cuneese».

L'intera vita dedicata al mondo rurale con passione, rigore e spirito di servizio

CAP Nord Ovest, consorzio agrario, esprime «profondo cordoglio per la scomparsa di Natale Carlotto, figura storica di Coldiretti e dell’agricoltura italiana, che ha dedicato l’intera vita al mondo rurale con passione, rigore e spirito di servizio.

È stato direttore della Coldiretti di Cuneo dal 1960 al 1991 e presidente della Federpensionati nazionale Coldiretti dal 1995 al 2010, ricoprendo anche l’incarico di vicepresidente del Comitato europeo degli anziani rurali.

Dal 1961 al 1982 ha ricoperto il ruolo di amministratore presidente del Consorzio Agrario di Cuneo, contribuendo alla realizzazione di una nuova sede provinciale e di un Centro mercatale con mangimificio a Fossano e accompagnando il Consorzio in una fase di profonda riorganizzazione. Un percorso che ha favorito il rafforzamento e il coordinamento del sistema consortile, ponendo le basi per l’evoluzione che ha condotto all’attuale Consorzio Agrario delle Province del Nord Ovest.

CAP Nord Ovest ne ricorda con riconoscenza la competenza, la visione, l’impegno e la profonda umanità, unendosi al cordoglio dei familiari e di tutto il mondo agricolo».

 

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