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Ostie, miele e nocciole, passate al ferro da stiro: "Gambero rosso" celebra la cupeta

Dolce tipico degli inverni tra le colline, inventato addirittura nel Medioevo. Sapete come si prepara?

Foto da doglianiturismo.com

Nel cuore dell’Italia gastronomica, "Gambero Rosso" dedica spazio a una delle gemme più antiche e meno conosciute della tradizione dolciaria piemontese.

Questo dolce, radicato nel Monregalese tra Cuneo e le Langhe di Dogliani, è una tradizione rurale che affonda le sue origini nel Medioevo e oggi rischia l’oblio, nonostante sia stato riconosciuto come Prodotto Tradizionale Agroalimentare (PAT) e sia tutelato dall’Arca del Gusto di Slow Food.

Un dolce che parla di storia

La cupeta piemontese (da non confondere con quella salentina) è un dolce semplice ma profondamente simbolico, nato nelle famiglie contadine e legato alle festività invernali, in particolare alla festa di Sant’Antonio (17 gennaio). La sua storia si intreccia con tecniche conventuali medievali: le copete venivano preparate seguendo lo stesso metodo usato per la preparazione delle ostie sacramentali.

Il nome stesso richiama l’arabo qubbayta, una conserva dolce importata dalle popolazioni saracene che nel X secolo raggiunsero la valle del Tanaro, portando con sé influenze culinarie che si mescolarono alle tradizioni locali.

Ingredienti poveri, sapore autentico

La ricetta della cupeta piemontese è un inno alla semplicità e al territorio:

due ostie rotonde di circa 10 cm di diametro

nocciole tonda gentile delle Langhe e noci tostate

miele millefiori o di acacia (talvolta sostituito da un denso sciroppo di castagne nelle versioni più antiche)

Il ripieno di frutta secca e miele viene cotto fino a raggiungere un bel colore ambrato, quindi racchiuso tra le due ostie e pressato – un tempo con i ferri da stiro in ferro, simbolo di un mondo casalingo e creativo.

Una rarità da riscoprire

Oggi la cupeta resta una delizia di nicchia e stagionale, legata ai mesi invernali, con pochissimi produttori che continuano l’antica tradizione. Gambero Rosso segnala alcune delle realtà dove è possibile assaggiarla: dalla storica Pasticceria Comino e Zucco di Mondovì, alla Pasticceria Brignone a Dronero, fino alla Panetteria Fia in Piazza San Quirico a Dogliani, dove viene preparata anche nell’azienda agricola DolciLanghe.

La copeta è dunque molto più di un dolce: è un pezzo di storia piemontese, un legame con tecniche produttive antiche, condivise in famiglia e nelle comunità, e una testimonianza viva di come i sapori semplici possano raccontare interi mondi culturali.

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