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Da antica cascina abbandonata a centro di formazione: una "Nova"... tutta nuova

Si presenta il progetto Smart Villages del GAL Mongioie

Da antica cascina abbandonata a centro di formazione: una "Nova"... tutta nuova

Da cascina abbandonata  a luogo di formazione: ecco il progetto Smart Villages che coinvolge i Comuni di Mondovì, Briga Alta, Lisio, Perlo e Viola e la Fondazione Istituto Casati Baracco ETS.

La Cascina della Nova, a Mondovì, è abbandonata da una vita. Un rudere, a cui di recente è stato rifatto il tetto, che sorge a metavia tra il rione di Breo e quello di Piazza. Il suo porticato è uno degli ingressi al “bosco di Mondovì Piazza”, con quel sentiero – risistemato da poco tempo – che consente anche a chi vive in città di farsi due passi fra i castagni.

Una storia (quasi) dimenticata

L’edificio, come tutti i terreni del bosco, è di proprietà dell’Istituto “Casati-Baracco”. Quel casolare ha un passato antico, anche blasonato.

“Cascina Nova” fu dimora di una famiglia di agricoltori fino a pochi decenni fa. Ma la sua storia comincia molti secoli prima. Stando alle cronache locali, quella zona della collina prese il nome “della Nova” circa nel 1.100 quando alcuni abitanti della Bredulum medievale vi fondarono un piccolo insediamento accanto al bosco di castagni. Non restano molti documenti storici sul passato di questa parte della città: si ipotizza che lì sorgesse la chiesa di Santa Maria della Nova, eretta nel 1207, che fu la parrocchia di riferimento fino al XVI secolo.

«La cascina “della Nova” era stata certamente costruita per controllare i passaggi dal monte al piano – scrisse l’arch. Lorenzo Mamino, proprio sul nostro giornale, in un articolo nel 2014 –: prima su “viotte” varie da Breo a Piazza, poi direttamente sulla strada che passava da Piazza per andare a Vicoforte e al mare. Nelle rappresentazioni storiche della città di Mondovì, dove compaiono i camminamenti da Breo a Piazza, si evidenzia fin dal Seicento la strada per carri con l’andamento più o meno dell’attuale, diretta alla piazza dei Licei.

L’incrocio di queste strade è sempre dato dalla presenza della cascina “la Nova” localizzata com’è sull’attraversamento storico del rigagnolo che da Piazza scendeva in Ellero. Qui è sempre esistito, fin dal Medioevo, un ponte. E qui, forse, era una fermata obbligata nel tragitto, per allora lungo, da Breo a Piazza. L’edificio, sempre rappresentato nelle vecchie carte, si presenta verso le vie quasi come un palazzo di città, con finestrature regolari (prima delle manomissioni)». Mamino parla anche dello stemma, ancora visibile, sopra l’arco: «Un grande stemma binato sormontato da un Dio Padre benedicente e sorretto ai lati da due angeli. Le due armi sono una dei Fauzone, l’altra (sembrerebbe) con un albero. Un restauro accurato ridonerebbe al complesso una nobiltà oggi perduta». Del recupero della zona, bosco e cascina, si parla da oltre dieci anni e ci fu persino una tesi di laurea in Architettura da parte di due studenti del Politecnico, presentata in una serata pubblica al “Casati” nel 2014.

Il progetto "Smart Villages"

Il prossimo 19 gennaio, alle ore 18 in Sala Scimè, verrà presentato il progetto che mira a trasformare la Cascina della Nova e l’annesso castagneto da frutto urbano (tra i pochi oggi esistenti in Italia) nel punto di contatto strategico e sperimentale per accorciare le distanze tra la pianura e la montagna, favorendo una strategia di sviluppo sostenibile e territorialmente interconnessa.

Tradotto: valorizzare il bosco come luogo di formazione, di svago e di contesto produttivo. I Comuni lo faranno affidandosi all’intervento SRG07 “Cooperazione per lo Sviluppo Rurale, Locale e Smart Villages” previsto dalla Strategia di Sviluppo Locale 2023/2027 del GAL Mongioie.

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