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Nel 2025 cresce la popolazione, ma non grazie alle culle

Tutti i dati e le curiosità dai nostri paesi. Più abitanti, ma meno nascite: la demografia locale vive di spostamenti e stranieri

Nel 2025 cresce la popolazione, ma non grazie alle culle

Immagine esplicativa realizzata con il supporto dell'intelligenza artificiale

Come ogni volta, ad inizio anno, torniamo ad analizzare i dati dell’andamento demografico della nostra zona, forniti dagli Uffici anagrafe degli oltre 70 Comuni della nostra diocesi.

Leggendo la tabella, salta subito agli occhi un primo elemento confortante: nel 2025 appena trascorso si conferma, infatti, un trend positivo che avevamo già riscontrato nel 2024: i residenti nel nostro territorio aumentano. I numeri complessivi generali parlano chiaro: in 365 giorni, il totale dei Comuni analizzati è passato da 162.133 a 162.721 abitanti, con un incremento di 588 residenti, pari allo 0,36% (l’anno scorso era lo 0,27%).

 

Durante gli ultimi dodici mesi, infatti, diversi paesi vedono un leggero aumento della loro popolazione, dovuto all’intenzione generale di trasferirsi nella nostra area. Il saldo naturale (la differenza tra nati e morti), come in tutta Italia, resta comunque negativo. Le nascite sono infatti in progressiva diminuzione un po’ ovunque. Preoccupa inoltre il “segno zero” che persiste alla voce “nascite” in molti centri, specialmente quelli più piccoli.

Per l’intera durata dell’anno appena passato, sono ben 15 i Comuni che non hanno potuto festeggiare neppure una nuova nascita (lo stesso numero registrato nel 2024). Restando tra i “piccolissimi”, sotto i 200 abitanti, spicca invece il lieto “caso Cigliè”, che vede il saldo naturale in parità, grazie alla nascita di ben 4 bimbi (un maschio e tre femmine).

Da segnalare anche la situazione di Rocca Cigliè, appena 125 abitanti, con due nuovi nati. Il saldo naturale è negativo quasi ovunque, ad eccezione della bella sorpresa Lequio Tanaro (+5, con 9 nati e solo 4 decessi) e dei più piccoli Montaldo (+2, con 4 nati e 2 morti) e Perlo (un fiocco rosa e nessun decesso). Pareggiano il saldo, oltre al già citato Cigliè, Niella Tanaro (7 nati e altrettanti morti) e i “piccoli” Alto, Belvedere Langhe e Roascio, con nessun nuovo nato e nessun morto.

Tra i 70 “nostri” Comuni piemontesi finiti sotto la lente d’ingrandimento, i residenti sono aumentati in 35 casi (il 50,7% in aumento rispetto al 44,1% dello scorso anno) e, in generale, l’intera area ha acquistato quasi 600 abitanti rispetto all’anno passato (nel 2024 erano circa 400). Dopo i tristi numeri fatti registrare nel 2020 e 2021 (quando a perdere abitanti era oltre il 75% dei paesi), il calo demografico dovuto alla pandemia da Covid era apparso già definitivamente superato lo scorso anno.

Per quanto riguarda i centri di medie dimensioni (escludendo quindi Mondovì), la popolazione è in aumento a Beinette (+31), Lesegno (+30, di cui 23 stranieri), Rocca de’ Baldi (+30, di cui 26 stranieri), Magliano Alpi (+25), Pianfei (+17), Carrù (+16), Sant’Albano (+8) e Ceva (+6), con Trinità (+92) a guidare la speciale classifica. Tra i paesi “in perdita”, invece, primo posto per Dogliani (-59), seguita da Torre (-50, di cui 45 stranieri), Chiusa Pesio (-48), Villanova (-25) e Peveragno (-19).

LE CURIOSITÀ
Mondovì “vola”: +243 abitanti +199 stranieri
Nel panorama demografico del territorio, Mondovì spicca per l’aumento consistente di residenti nel 2025. La popolazione passa infatti da 22.152 a 22.395 abitanti, con un saldo positivo di +243 persone. Un risultato dovuto soprattutto al saldo migratorio molto elevato, che compensa ampiamente il saldo naturale negativo. Da segnalare che dei 243 nuovi abitanti, 199 sono stranieri, in gran parte maschi.

Ceva sempre più multiculturale: stranieri al 22%
Tra i Comuni analizzati, Ceva registra una delle percentuali più alte di residenti stranieri. A fine 2025 sono 1.301, pari a oltre il 22% della popolazione totale, in aumento rispetto all’anno precedente. Un dato che racconta una città sempre più multiculturale, dove la presenza straniera rappresenta una componente ormai strutturale del tessuto sociale.

Dove si nasce ancora: Carrù e Villanova, tra i più “vivaci”
In un contesto generale segnato dalla denatalità, alcuni Comuni mostrano segnali di vitalità. Carrù registra 35 nascite e Villanova M.vì arriva a 44 nuovi nati nel 2025, numeri significativi. Dati che non annullano il saldo naturale negativo, ma indicano una maggiore presenza di famiglie giovani rispetto ad altri paesi della zona.

Trinità in controtendenza: +92 residenti
In mezzo a tanti Comuni che chiudono l’anno con il segno meno, Trinità si distingue per un dato netto: nel 2025 la popolazione passa da 2.232 a 2.324 abitanti, con un saldo di +92 residenti. La crescita è legata soprattutto ai movimenti migratori, con un numero di iscrizioni superiore alle cancellazioni, che permette al paese di aumentare la popolazione nonostante un saldo naturale non particolarmente favorevole.

In 15 Comuni zero nascite
Scorrendo i dati demografici del 2025 emerge una curiosità tutt’altro che marginale: in quindici Comuni non si è registrata nemmeno una nascita nell’arco dell’anno. Un dato che pesa soprattutto nei centri più piccoli, dove l’assenza di nuovi nati, in mancanza dell’arrivo di nuove giovani famiglie, può accelerare l’invecchiamento della popolazione. Numeri che, più di tante analisi, raccontano quanto il saldo naturale sia ormai quasi sempre negativo.

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