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800 moto sepolte sotto la neve: bikers eroici da tutta Europa, al raduno "più alto" d'Italia

La magia dell'Agnellotreffen. Tre giorni di festa in un ambiente estremo, dormendo in tenda tra la neve: «Per tornare a casa abbiamo messo le catene alle moto»

800 moto sepolte sotto la neve: bikers eroici da tutta Europa, al raduno "più alto" d'Italia

Alcune delle moto presenti al raduno e, nel riquadro, un biker temerario che sfida il gelo di gennaio

Temperature intorno allo zero, neve incessante per tre giorni e un’altitudine che non ammette improvvisazioni. Eppure, anche quest’anno, l’Agnellotreffen (organizzato da Moto Raid Experience S.r.l.) ha richiamato circa 800 motociclisti da tutta Italia e dall’estero, confermandosi il motoraduno invernale più “alto d’Italia” e uno degli appuntamenti più iconici per chi vive la moto come una vera filosofia di vita.

Dalla Spagna alla Germania, dalla Svizzera fino a ogni angolo della Penisola, i centauri sono arrivati a Pontechianale in sella alle loro moto, affrontando strade innevate e condizioni meteo estreme. Un viaggio che è già impresa, prima ancora della festa. Una volta giunti a destinazione, molti di loro hanno scelto di pernottare in tenda, sotto la neve, trasformando l'area in una suggestivo accampamento bianco. Con il passare delle ore, le moto parcheggiate sono state lentamente inghiottite da una spessa coltre nevosa, diventando parte integrante del paesaggio.


Tre giorni intensi, fatti di musica, motori, convivialità e buon cibo, in un clima di amicizia e condivisione che è il vero marchio di fabbrica dell’Agnellotreffen. Il freddo non ha spento l’entusiasmo: attorno ai fuochi, tra canzoni e brindisi, si è celebrato lo spirito più autentico del motociclismo, quello che non si ferma davanti alle difficoltà.

A raccontare l’atmosfera è Luca Terreno, monregalese, guzzista e socio del Motoclub Guzzi Cuneo, da 26 anni punto di riferimento per la provincia:
«Un’esperienza pazzesca. Io e un gruppo di amici soci del club siamo andati su come supporto e logistica. Abbiamo accolto i colleghi provenienti da L’Aquila, da Bologna e da Firenze, tutti arrivati con le loro moto. La festa è stata bellissima: due notti in mezzo alla neve, in tenda».

Momenti che restano impressi, come la partenza di questa mattina, domenica 18 gennaio, quando i gruppi provenienti da più lontano hanno affrontato il rientro ancora una volta in moto, sulla neve.
«Alcuni hanno montato le catene, altri si sono fatti portare più a valle da un carro attrezzi fino a Sampeyre», racconta Terreno. Soluzioni diverse, stesso spirito: tornare a casa con una storia da raccontare.

L’Agnellotreffen si chiude così, tra motori che si allontanano e tende smontate sotto i fiocchi. Un evento che non è solo un raduno, ma una prova di passione, resistenza e fratellanza, riservata a chi la moto la vive dodici mesi l’anno, anche quando l’inverno mette alla prova i più coraggiosi.


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