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La montagna che insegna: «I consigli dell'AI non sempre sono così intelligenti»

70 persone da Piemonte e Liguria sul monte Pigna per la giornata nazionale "Sicuri in Montagna"

La montagna che insegna: «I consigli dell'AI non sempre sono così intelligenti»

Uno scatto degli interventi dimostrativi al Pigna

Una giornata di prevenzione, informazione e dimostrazioni pratiche sul campo. Domenica anche tra il Monte Pigna e Upega, è andata in scena “Sicuri in Montagna”, la giornata nazionale dedicata alla sicurezza nella stagione fredda promossa dal Club Alpino Italiano e dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, con il coinvolgimento diretto del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.

Nonostante le condizioni meteo sfavorevoli, al Monte Pigna sono transitate circa 70 persone, provenienti dal Piemonte e dalla Liguria. Tra loro soci di diversi gruppi CAI ma anche semplici appassionati, segno di un interesse diffuso verso i temi della prevenzione e della sicurezza.



A garantire supporto e formazione sul campo erano presenti circa 30 tecnici del Soccorso Alpino della Delegazione di Mondovì, che hanno affiancato l’attività divulgativa con simulazioni di intervento e di autosoccorso in valanga, rendendo l’esperienza concreta e formativa.

L’iniziativa rientra nella ventiseiesima edizione della giornata nazionale “Sicuri in Montagna”, che domenica 18 gennaio ha coinvolto oltre trenta località alpine e appenniniche in tutta Italia. L’obiettivo è sensibilizzare escursionisti, alpinisti e frequentatori dell’ambiente montano sui rischi tipici dell’inverno: dalla corretta valutazione delle condizioni nivometeorologiche alla gestione del freddo e dell’ipotermia, dalle scivolate su neve e ghiaccio agli incidenti su cascate di ghiaccio, fino al rischio valanghe e alle tecniche di autosoccorso.

La carsità o l’irregolarità dell’innevamento non riduce i pericoli, ma spesso li aumenta, rendendo il terreno più duro e insidioso e incrementando il rischio di scivolate. Proprio per questo, parlare di prevenzione resta fondamentale anche in inverni apparentemente “poveri” di neve.



Tra le novità dell’edizione 2026, la distribuzione di card informative tascabili, pensate per fornire indicazioni essenziali sulla sicurezza in montagna, i numeri di emergenza e i comportamenti corretti in caso di incidente. Un supporto semplice ma concreto, da affiancare alla preparazione personale e all’equipaggiamento adeguato.

La giornata ha inoltre posto l’accento sull’uso consapevole degli strumenti digitali, dai social alle app di navigazione fino all’intelligenza artificiale, sempre più utilizzati per pianificare le uscite. Strumenti utili, ma che non possono sostituire l’esperienza, la valutazione critica delle condizioni reali e la conoscenza dei pericoli specifici dell’ambiente invernale.

«Un’ultima constatazione riguarda l’informazione che spesso non è qualificata: soprattutto i giovani cercano notizie sui social o interrogano l’intelligenza artificiale. Frugando nel web non è difficile verificare che molte volte le salite di un certo impegno alpinistico vengono declassate a banali “gite” e i consigli che propone l’AI non sempre sono così intelligenti», aggiunge Elio Guastalli, responsabile del progetto “Sicuri in Montagna”.

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